Bohemian Rhapsody è un film normale (ma i Queen non lo erano per niente)

di Michele R. Serra

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Bohemian Rhapsody è un film normale (ma i Queen non lo erano per niente)

A tutti quanti piacciono i Queen. Davvero, a tutti. I Queen sono uno di quei gruppi capaci di unire le generazioni, quelli che amano generi musicali differenti, e magari è un fatto anche un po’ irrazionale, perché la loro musica se ci pensi sopra è sempre un po’ troppo. Troppi lustrini, troppe sovraincisioni, troppi effetti speciali. Non è mai rock puro, ma è anche oltre il pop, è visionaria ma non è psichedelica, è estrema, ma rimane sempre orecchiabile. È sicuramente musica commerciale, però poi se ci pensi le canzoni dei Queen hanno sempre qualcosa di strano e inclassificabile. Ecco, la musica dei Queen è bella perché va sempre un po’ oltre le aspettative, nel bene e nel male, e quindi oltre la normalità.

A tutti quanti piacciono i Queen. Davvero, a tutti. I Queen sono uno di quei gruppi capaci di unire le generazioni, quelli che amano generi musicali differenti, e magari è un fatto anche un po’ irrazionale, perché la loro musica se ci pensi sopra è sempre un po’ troppo. Troppi lustrini, troppe sovraincisioni, troppi effetti speciali. Non è mai rock puro, ma è anche oltre il pop, è visionaria ma non è psichedelica, è estrema ma rimane sempre orecchiabile. È sicuramente musica commerciale, però poi se ci pensi le canzoni dei Queen hanno sempre qualcosa di strano e inclassificabile. Ecco, la musica dei Queen è bella perché va sempre un po’ oltre le aspettative, nel bene e nel male, e quindi oltre la normalità. Fa strano pensare che il film che racconta la storia dei Queen sia assolutamente normale, invece. Un prevedibile biopic musicale. Il che non significa che non possa dare qualche soddisfazione ai fan.

Bohemian Rapsody è il titolo della canzone e del film che racconta i Queen, e però come film ha avuto una lavorazione travagliata, visto che è stato girato quasi interamente da Bryan Singer, quello di molti film degli X-Men, e poi completato dal regista inglese Dexter Fletcher, perché Singer ha avuto dissapori con lo studio, con i produttori esecutivi Brian May e Roger Taylor, cioè gli ex-chitarrista e batterista dei Queen. Alla fine è venuto fuori un film corretto ma un po’ generico, nel senso che contiene tutti i cliché possibili con cui normalmente si insaporiscono queste storie, compreso il discografico cattivo che non capisce la grandezza della band che ha davanti. Cosa che ai Queen nella realtà non è mai capitata, perché qualsiasi discografico abbia guardato in faccia Freddie Mercury ha capito al volo che quello era oro.

Dal punto di vista dell’imitazione, beh, Bohemian Rapsody è davvero impossibile da criticare. È iper-accurato. Tutti i protagonisti sono somigliantissimi a quelli veri, a partire naturalmente da Rami Malek (l’attore protagonista di Mr. Robot) che fa Freddie Mercury. Intendiamoci, non ha provato a ricantare le canzoni di Freddie Mercury perché a tutto c’è un limite ovviamente… ma anche se fa solo lip-syncing, nei numeri musicali è straordinariamente credibile.

È possibile che il film non piaccia a quelli che non amano i Queen, che lo troveranno poco significativo come film in sé, ma neanche ai fan davvero hardcore, che non possono certo passare sopra certe licenze poetiche riguardo alla vita dei loro idoli (ad esempio, addirittura il film sposta più indietro nel tempo la diagnosi di aids fatta a Freddie Mercury, perché così è più drammatico, e inventa uno scioglimento temporaneo del gruppo che agli atti della storia non risulta). Però piacerà a tutti quelli in mezzo, che sono tanti. E quindi, la storia dei Queen è ancora una storia di successo.