Borsa

di Gemma Mascolo

Storie di Smemo
Borsa

La borsa è un oggetto femminile, e connota la femminilità in senso lato, che questa si appoggi su un visino delicato da checca o sulla vanità di una femmina. (Femministe state buone: no, la femminilità è positiva, no, non c’è niente di male nella vanità, sì, è tutto sbagliato dovremmo valorizzare tutto quello che (…) Come? Ok, no dai non fate così non so, volevo scherzare.. Ah? Le femministe non scherzano? Ma vi depilate? Cosa c’entra no ok scusa)
La borsa è come la scrivania, più grande è e più roba ci sta e più roba ci starebbe.
Non c’è mai una borsa sufficientemente grande a contenere tutto quello di cui ha bisogno una donna, che in genere è raccolto in altre piccole borsettine  pochette, tipo: trousse da trucco, trousse per metterci i molti tipi di assorbenti, saccoccia di pelle per il tabacco, saccoccetta di plastica shocking per i profilattici, sacconcella per le carte, portafoglio da 4 kg, sacchetto di seta per le ballerine quando si va a ballare, saccottolino per dentifricio e spazzolino e lenti a contatto che non sta bene dire che si ha in borsa, piccola pallottolina di biancheria intima e pigiama.
 
La borsa di un gay è come i primi soli della primavera. Sapete quelli che definiscono le ombre delle cimase sulle pareti pastello degli edifici? Scusate, troppa poesia. Insomma la borsa dei gay è ordinata e pulita, io piango ogni volta che ne apro una. E’ quello a cui tutti dovremmo tendere, come l’infinito.
 
La borsa di un maschio eterosessuale è un mistero. Di fatti non la so spiegare, ma Elio e le storie tese molto meglio di me: Uomini col borsello. “C’è un amore in ogni borsello”

Brutte storie.
Nel maggio 2007, i Teletubbies, in particolare Tinky Winky, furono vittime di omofobia per colpa di una borsa: la parlamentare polacca Ewa Sowinska, deputata del partito cattolico conservatore Lega delle Famiglie Polacche e responsabile dell’Agenzia Nazionale per la Protezione dei Bambini, disse: «Si tratta di una specie di cartone simpatico e innocuo. Non mi ero però accorta che il protagonista Tinky Winky, porta con sé sempre una borsetta rossa pur essendo un maschio. All’inizio pensai che la borsetta potesse essere una caratteristica di questo personaggio, dopo ho capito che poteva avere un messaggio omosessuale nascosto. Rischia di mandare un messaggio sbagliato ai bambini». Con queste motivazioni la Sowinska voleva affidare a un’equipe di psicologi infantili un’inchiesta sui quattro personaggi della serie televisiva della Bbc. Successivamente la stessa Sowinska ha leggermente calato i toni facendo comunque continuare la valutazione se sospendere la programmazione dei Teletubbies. (Borsettatata in faccia alla Sowinska).


 
Storie.
1) Un giorno una commessa ha tentato di vendermi una microborsa a forma di baffi. Costava 60 euro. Le ho detto: ma non ci sta nulla. Lei mi ha risposto: cosa devi metterci? I soldi per il taxi, un rossetto, se fumi le chiedi ai tuoi amici. Sono uscita senza rispondere: una signorina per bene non chiede in giro le sigarette, e poi le chiavi di casa? Cos’è devo dormire da qualcuno? E il dentifricio? E gli occhiali? E tutte quelle cose?
 
2) Un giorno mi hanno rubato la borsa. E’ successo molte volte. Niente vai a sporgere denuncia.

3) Dice che se è pelle la puoi bruciare. No.
 
4) Il fidanzato che ti chiede di mettere nella tua borsa: le chiavi della macchina, il portafoglio, la maglia se fa freddo, i fazzoletti di carta (che Gemma Mascolo non ha, è una donna emancipata).
E la donna che risponde aprioristicamente: “non mi ci sta”, anche se si tratta di una pinzetta.
 
Tipi di borsa. O borse che fanno tipo.
La borsa del postino, il tascapane è una borsa eterosessuale al maschile ce l’aveva che guevara e ce l’aveva pure il figo del liceo. E’ una borsa proibita, un amor platonico. Un vorrei ma non posso. Poi è finito il liceo, il figo ha perso tutti i capelli, stiamo alle primarie tra Bersani e Renzi e diciamocelo: il tascapane non è mica poi così bello.
 
La borsa dell’acqua calda, è la mia preferita, un po’ come la copertina di Linus.
 
La borsa secchiello. Che bella, è pratica anche per fare i castelli in spiaggia.
 
Il bauletto: adatta alle sfrante e alle ragazzine da centro di Treviso/Padova/Verona e mi dicono anche di Milano che la portano coll’avanbraccio con quest’ultimo alzato a guisa di un ombrello.
 
Lo zainetto: di pelle è di gran moda, con la bombetta dovrebbero avercela tutti gli hipster omosessuali.
 

Problemi legati alla borsa.
“Ho le borse sotto gli occhi”
“Che borsa” scopro che vuol dire “che noia”
“Ho investito tutti i soldi in borsa” – questa non so che cosa voglia dire.
 
Curiosità legate alla borsa.
Quella di Jane Birkin e Hermes la sapete, immagino (ha chiesto al signor Hermes di crearle una borsa ad personam da tutti I giorni, lui gliel’ha fatta e le ha chiesto 10.000 euro ad personam (è quest oil prezzo?). E adesso lo chiede a tutte le donne che la vogliono che devono prenotarla).

Una borsa come una croce.
Allora ricorro alla storia di una borsa del 1680. Questa borsa, esposta al museo della borsa di Seul  (che è a forma di borsa), è di Limoges, Francia. Pare che fosse una borsa da matrimonio. Alla sposa veniva regalata una borsa con ricamata l’effigie del marito.
Cioè ‘na croce, dai.
Ps. ho notato anche che uno dei primi ritratti di marito su questa borsa pare una femmina.