Nostalgia istantanea: Bruce Lee

di Redazione Smemoranda

Attualità

La storia dice che quando Bruce Jun Fan Lee si trasferì da Hong Kong negli Stati Uniti, poco più che adolescente, dopo aver frequentato per un po’ l’università dello stato di Washington, a Seattle, si trasferì in California, dove iniziò a insegnare le arti marziali agli americani, per sbarcare il lunario. Voci non controllate affermano che la comunità cinese californiana gli chiese con una certa forza di smettere di svelare i segreti del kung-fu agli occidentali, e per convincerlo con le cattive inviarono proprio un alro maestro di arti marziali. Ecco, indovinate un po’ quale fu la reazione di Bruce Lee. Pare che il tipo sia durato meno di tre minuti…

L’avvertimento all’inizio di Dalla Cina con furore del 1972 si può applicare anche per tutta quanta la storia della vita di Bruce Lee, perché insomma si sa che quando un personaggio diventa un’icona di portata mondiale, bè, realtà e fantasia, storia e storie iniziano a confondersi. E Bruce Lee, in soli 32 anni di vita, fu davvero un eroe di due mondi, in tanti sensi. Di oriente e occidente, certo, ma anche di realtà e fantasia: imbattibile tanto nelle arti marziali vere che nella finzione del cinema. E tutto grazie a un fatto, che rimane il più importante. Bruce Lee non era solo forte: aveva stile.

LA VIA DEL PUGNO CHE INTERCETTA

A metà degli anni Sessanta, quando lui ancora non ne aveva trenta, Bruce Lee diede per la prima volta un nome al suo stile di combattimento. Il Jeet Kune Do non era solo, come dice il nome stesso, basato sull’intercettamento delle mosse dell’avversario, e quindi molto adatto alla caratteristica di grande velocità che da sempre distingueva il giovane Bruce. Il Jeet Kune Do era, come Bruce, un perfetto mix di diverse tradizioni orientali e occidentali. Non solo kung-fu, ma anche pugilato e perfino scherma, della quale Bruce aveva imparato i rudimenti dal suo fratellino Peter.

La velocità di Bruce Lee non era però solo nel kung-fu, era tutto quanto. A diciotto anni aveva già partecipato a diciassette film, a diciannove era campione interscolastico di boxe, a 24 era sposato, a 30 aveva due figli ed era diventato una delle più grandi star del cinema dell’epoca. Anche la sua morte, è arrivata troppo in fretta.

LA FINE DI UN MITO

Nonostante la sua filosofia andasse oltre la vita, la notizia della morte di Bruce Lee colpisce tutto il mondo come una bomba. La sera del 20 luglio 1973, intorno alle 7.30, Bruce Lee morì nel sonno per una reazione allergica a un farmaco analgesico. Aveva 32 anni. Intorno alla sua morte si scatenano tante ipotesi: alcuni dissero che l’eccesso di allenamento l’aveva portato alla disidratazione, e quindi all’edema cerebrale. Altri addirittura che era stato avvelenato dalla mafia cinese. Sia come sia, Bruce Lee fu sepolto al Lake View Cemetery di Seatlle il 31 luglio del 1973. A portare il suo feretro in spalla quel giorno, insieme al fratello Robert, furono James Coburn, Steve McQueen e Chuck Norris.