Burattini ma non troppo

di Redazione Smemoranda

Storie di Smemo

Ieri è finita la prima settimana di prove e provini per Zelig Off. Vi racconto quello che abbiamo vissuto dietro le quinte, dove non può entrare nessuno tranne gli addetti ai lavori. Intanto va spiegata la location (come si dice qui a Milano, sì perché i milanesi hanno la location, la situation e la convention..noi in Sicilia abbiamo solo la disoccupation!). Il camerino di Zelig, 20 mq soppalcati, è uno, non ci dovrebbe entrare nessuno, ma siamo in centomila. Esiste un tacito accordo per cui alle donne è riservato un piccolo angolo dietro un paravento di pelliccia maculata rosa e marrone, tipo pink panter dalmata, di cui si ignora quale fosse lo scopo all’origine. Forse era un pezzo di scenografia di uno spettacolo di Ale e Franz o una cuccia per gli elefanti di Nando Orfei. In realtà ci si potrebbe cambiare ovunque perché i comici, uomini o donne, prima di salire sul palco sono solo comici. Ognuno resta concentrato sul mondo che vuole raccontare. Ognuno ha il suo rito: c’è chi si trucca e poi si veste e chi si veste e poi si trucca, c’è chi mangia patatine di nascosto nella speranza che qualcuno gliele scippi, perché così è successo la prima volta che ha superato un provino. C’è chi non saluta nessuno perché altrimenti gli si aprono i chakra sbagliati e chi, invece, deve salutare tutti e più volte per evitare di gridare: “Mamma dove sei?”. C’è anche chi viene a provare per la prima volta un monologo, mai eseguito davanti al pubblico, tentando la fortuna, come se uno pretendesse di superarare un provino alla Scala solo perché la fidanzata gli ha detto che canta bene sotto la doccia. C’è chi tenta di dormire ma non ci riuscirà mai perché al suo fianco ci sono i Pappazum, sette comici che accordano tutti gli strumenti contemporaneamente, compresa la grancassa. Chi sono i Pappazum? Ancora non li conoscete e non si sa ancora se li conoscerete. Insomma ognuno pensa ai pochi minuti che condividerà con il pubblico, me compresa. Se mi chiedessero, dopo tante puntate insieme, se Kalabrugovic porta i boxer o gli slip, non saprei proprio cosa rispondere, l’unica cosa che mi ricordo sono i calzini fucsia, perché un po’ per scaramanzia un po’ per necessità prima di salire sul palco lui è solito appenderli al soffitto…non chiedetemi come fa! L’unica cosa che può distrarre un comico è la scaletta che per voi e i Pappazum è una piccola scala, per noi è l’ordine di entrata in scena. Perché una cosa è salire sul palco per primi e un’altra per ultimi. E’ un po’ come andare ad un festa, se arrivi per primo devi essere brillante ma non invadente, convinto ma non aggressivo, cordiale ma non remissivo, in pratica devi rompere il ghiaccio e non altro. Se arrivi per ultimo, d’altra parte, gli invitati potrebbero essere già stanchi e con poca voglia di ballare! Ma anche questo anno il compito di arrivare puntuali alla festa è stato affidato a me e a Federico (il Basso) che prima di salire sul palco, per scaramanzia, scippiamo le patatine……..e di solito porta fortuna!