Call of Duty Modern Warfare 2

di Michele R. Serra

Recensioni
Call of Duty – Modern Warfare 2

Ecco, Modern Warfare, gioco nato da una costola della serie Call of Duty, è probabilmente IL videogioco di guerra per eccellenza. Il seguito, Modern Warfare 2, è arrivato da poco nei negozi ed è forse il titolo più atteso dell’anno: polverizzati già molti record di vendita.

Modern warfare 2 è semplicemente il miglior sparatutto in prima persona che esista oggi. La sua arma migliore, se passate il gioco di parole, è l’impostazione cinematografica spinta all’estremo, e beatificata da una grafica tanto spettacolare quanto realistica. Non solo: se il giocatore medio in una decina di ore finirà tranquillamente la modalità single player, troverà comunque una sfida quasi infinita grazie alla ricchezza e alla profondità del gioco online. Questo chiude il discorso, diciamo, tecnico. Però avere davanti un videogioco di guerra tanto perfetto e realistico, per quanto ambientato in un futuro fantapolitico, pone un altro ordine di problemi, diciamo etici.

Una delle missioni con cui vi troverete a fare i conti vi mette nei panni di un agente infiltrato in un commando terroristico, che si trova a compiere, armi in pugno, una strage di civili inermi. Voi potete anche decidere di non sparare un solo colpo, ma comunque la scena rimane molto forte (come altre in questo gioco). Ci sono state molte polemiche. Ecco, mi piacerebbe raccontare come l’ho vissuta io: vedere quella gente, donne e bambini che scappavano e intanto venivano colpiti alle spalle ecco mi è venuto spontaneo pensare che quello non era per nientedivertente. Gli sviluppatori hanno detto di voler mostrare la guerra per ciò che è realmente: una cosa orrenda. Bè, io credo che questo gioco non sia esattamente un prodotto pacifista, nonostante quella scena sia efficace. Bisogna stare attenti: non tutti reagiscono allo stesso modo, e il rischio di giocare con istinti pericolosi è molto alto.

Modern warfare 2 è un gioco tecnicamente perfetto, che vi porta dentro una guerra molto realistica, con tutto il carico emotivo che ne consegue. Il divieto ai minori di 18 anni è, per una volta, più che giustificato.