La Casa di Carta: a un passo dalla quarta stagione

di Valerio Fiormonte

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SPOILER ALERT: SE NON AVETE VISTO LE PRIME TRE STAGIONI, NON LEGGETE

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Considerato che purtroppo questo maledetto coronavirus sembra non volerci lasciare, manco fosse il peggiore dei partner accollosi, è abbastanza inevitabile una proroga di questa quarantena, almeno fino a dopo Pasqua. Ad addolcirci un po’ la pillola decisamente amara, per fortuna, ci pensano le nostre amate serie TV, e il nostro nuovo migliore amico Netflix. Infatti, domani (3 aprile, venerdì, 2020, Pianeta Terra, in caso aveste perso le coordinate) esce…la quarta stagione de “La Casa di Carta”!

Un breve reminder per rimettere a fuoco questa serie TV che ha sfondato ovunque, non solo l’ingresso della Fábrica Nacional de Moneda y Timbre – Real Casa de la Moneda (per chi non mastica lo spagnolo o non ha capito di cosa parlo, sarebbe la Zecca di Stato Spagnola):
“La Casa di Carta”, che in lingua originale si chiamaLa Casa de Papel”, è una serie spagnola ideata da Álex Pina Calafi, andata in onda la prima volta il 2 maggio 2017.

Netflix ci ha messo qualcosa come 0,4 secondi per capire che si trattava di un potenziale successo, così ha subito acquistato i diritti e l’ha inglobata nella sua piattaforma. Non a caso, poi, nel 2018 si è aggiudicata un International Emmy Award (che è solo il riconoscimento televisivo internazionale più importante, una specie di Oscar della TV, quindi in pratica niente di che) nella categoria Miglior serie drammatica.

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La Casa di Carta: trama e personaggi

Ma di cosa parla questa serie così tanto acclamata dalla critica?

Di base è interamente incentrata su quello che è a tutti gli effetti il colpo del secolo: rapinare la Zecca di Stato Spagnola.
Ideatore del piano è un nerd con la testa di un generale dell’esercito, che si fa chiamare “Il Professore”, alias Sergio Marquina, interpretato da Álvaro Morte (che poi, esteticamente, non è altro che la versione spagnola di Alessandro Borghese).

Decide di coinvolgere altre 8 persone, ognuna delle quali non può rivelare il suo vero nome agli altri ma deve scegliere come nome in codice quello di una città; motivo per cui avremo:
Berlino, alias Andrés de Fonollosa, interpretato da Pedro Alonso;
Tokyo, alias Silente Oliveira, interpretata da Úrsula Corberó, che è tra le altre cose la voce narrante di tutta la serie;
Rio, alias Aníbal Cortés, interpretato da Miguel Herrán (che ritroveremo anche nella serie Élite);
Nairobi, alias Ágata Jiménez, interpretata da Alba Flores, figlia del musicista e compositore spagnolo Antonio Flores;
Helsinki, alias Yashin Dasáyev, interpretato da Darko Peric;
Denver, alias Daniel Ramos, interpretato da Jaime Lorente (che ha preso parte sia anche lui ad Élite, che alla soap opera spagnola Il segreto);
Oslo, alias Dimitri Mostovói, interpretato dall’ex poliziotto di origini messicane Roberto García Ruiz;
Mosca, alias Agustín Ramos, interpretato da Paco Tous (famoso in Spagna per essere il protagonista della serie TV Los hombres de Paco).

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Tokyo in La Casa di Carta

Il piano viene esposto e studiato nei minimi dettagli all’interno di una vecchia casa di proprietà del Professore; i vari passaggi li scopriamo puntata dopo puntata, attraverso la tecnica del flashback che alterna tempo presente (mentre si svolge la rapina) e tempo passato (mentre viene spiegato il piano nella vecchia casa).

A fare da “antagonista” (che poi, in realtà, sarebbe lei dalla parte del giusto) c’è l’ispettrice Raquel Murillo, interpretata da Itziar Ituño (già conosciuta in Spagna per il film Loreak e la telenovela basca Goenkale).

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Raquel Murillo in La Casa di Carta

La Casa di Carta: prima stagione

La prima stagione è divisa in due parti, interamente incentrate sulla rapina, sui tentativi di fermarla, sui rapporti che si vengono a creare: esatto, uno dei pilastri di questa serie sta proprio nei rapporti umani tra i protagonisti.

Tra rapinatori e ostaggi non c’è un vero e proprio clima di terrore come ci si potrebbe aspettare dal tema; o meglio, ovviamente c’è ma è molto contenuto, perché il Professore ha stabilito una ed una sola regola: NON si uccide nessuno. La rapina deve essere più etica possibile (che poi di per sé è un controsenso, ma facciamo finta di niente).

Tra gli ostaggi più importanti ci sono: Arturo Román, il direttore della Zecca, interpretato da Enrique Arce; Alison Parker, figlia dell’ambasciatore britannico in Spagna, interpretata da María Pedraza (anche lei la ritroveremo in Élite); Mónica Gatzambide, segretaria e amante di Arturo Román, interpretata da Esther Acebo. Tra rapinatori e rapinatori, e rapinatori ed ostaggi, nascono storie d’amore: Tokyo e Rio, Denver e Mónica.

Il rapporto più importante di tutti, però, è quello tra il Professore e l’ispettrice Murillo: i due sono letteralmente alla pari, come in una partita a scacchi giocata a distanza le mosse di uno vengono previste dall’altro, seguendo un continuo contrattaccare che sembra non avere vincitori. Lui ha il solo vantaggio di sapere l’identità di lei, ma ha lo svantaggio più grande di tutti: se ne innamora. E quando uno si innamora, non c’è strategia o obiettivo o rapina che tenga: andrà per forza tutto all’aria.

O quasi, in questo caso. Perché nonostante venga scoperto, il Professore riesce a portare a termine il piano (anche se perde il capo della banda, ossia Berlino) e, sorpresona finale, viene raggiunto dall’altra parte del mondo dall’ispettrice, con cui inizia una relazione.
E diciamocelo, poteva pure finire così questa serie. Ognuno col suo bottino, ognuno in qualche parte del mondo a goderselo, ognuno felice e contento. E invece no.

La Casa di Carta: seconda stagione

Seconda stagione, ossia terza parte del racconto.

Tokyo decide di andarsene dall’angolo di Paradiso in cui è rifugiata con Rio, e senza farla troppo per le lunghe fa sgamare Rio, che viene preso dai servizi segreti e torturato. La banda viene rimessa in piedi con l’obiettivo di salvarlo, mettendo però a segno contemporaneamente un altro colpo: l’oro della Banca di Spagna (giusto per non farsi mancare niente).

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I nuovi componenti, oltre all’ispettrice Murillo diventata Lisbona e Mónica diventata Stoccolma, sono Martín, alias Palermo, interpretato da Rodrigo de la Serna (già visto nel film I diari della motocicletta e Chiamatemi Francesco – Il Papa della gente); Bogotà, interpretato da Hovik Keuchkerian; Marsiglia, interpretato da Luka Peros (la fotocopia di Jaime Lannister di The Game Of Thrones). A fare da “antagonista” stavolta c’è la spietata Alicia Sierra, interpretata da Najwa Nimri.

La terza parte del racconto si chiude con un clamorosissimo colpo di scena: il Professore, fuori di sé perché crede che Lisbona sia stata giustiziata, viene meno al suo principio morale di base, ossia quello di non uccidere.

Dal momento che la trama e soprattutto il filone morale sono stati totalmente sbaragliati con questa scena, la curiosità per la quarta stagione è altissima, e con lei la speranza che la serie possa riprendersi.
Fortuna che mancano meno di 24 ore!