Castello di sabbia, Old e la spiaggia che invecchia

di Redazione Smemoranda

Recensioni

Castello di sabbia, il graphic novel di Pierre Oscar Levy, francese, e Frederik Peeters, svizzero, ha ispirato Old, il film di M. Night Shyamalan, americano, che forse avete avuto occasione di vedere quest’estate, speriamo al cinema. Un film che fa venire un’ansia pazzesca, e anche il libro non è che sia da meno. Un graphic novel che appunto leggiamo per la prima volta in italiano ormai a più di dieci anni dalla sua prima pubblicazione, proprio per colpa, o meglio per merito, dell’uscita del film.

Old è andato molto bene nelle sale, nonostante uno svolgimento non proprio perfetto da parte del nostro regista preferito M. Night Shyamalan. Che poi a pensarci forse non è il nostro regista preferito, ma almeno è uno che ama i fumetti da sempre. In fondo già Il sesto senso era un grande fumettone, e lui stesso ha poi provato a costruire un suo universo supereroico con i film successivi: Unbreakable, Split, Glass. Quindi non stupisce che quando non ha scritto una sceneggiatura sua originale come le altre volte, abia scelto di ispirarsi a un fumetto.

La spiaggia che fa invecchiare

Ma parliamo di Castello di sabbia, e quindi del fumetto, non di Old, il film. Andrebbe letto prima il fumetto, se uno vuole fare le cose nel modo giusto, perché il fumetto ha gettato le basi della storia e la storia è quello che poi rende affascinante anche il film, mentre il film non ha fatto altro che immaginare uno svolgimento diverso per quella storia.

Ci sono alcune persone, alcune famiglie, che si trovano in una spiaggia da cui non si può scappare, e che fa passare il tempo più velocemente. Se la mattina sei una bambina, la sera hai settant’anni. Ecco, questo è il punto. Il resto sono le reazioni, ovviamente border-line-follia, che i personaggi hanno di fronte a questa realtà.

Più si procede nella lettura, più il racconto diventa metaforico, e anche toccante. In fondo, sono corde sensibili per tutti, perché l’idea che il nostro tempo sia in ogni caso sempre troppo poco, ce l’abbiamo tutti, ogni giorno. Levy e Peeters hanno trovato una chiave molto potente, per farci pensare a cose a cui non vogliamo pensare.