Caterina la figlia del dottore

di Le Brugole

Storie di Smemo
Caterina la figlia del dottore

Se l’amore si potesse codificare con regole precise, ognuno di noi non avrebbe che da infilare dati dentro un computer e aspettare di ricevere il numero della persona designata. Possibilmente di cellulare e della compagnia telefonica giusta. Magia, scienza e arte, da secoli cercano di trovarne la chiave invano. L’amore resta nel campo dell’imprevedibile. Io a vent’anni mi accorsi di amare le donne. Ero così felice di essermi innamorata che riunii tutti i miei tredici amici, due cugine e la zia più simpatica che avevo per notificare loro l’evento prima che lo leggessero su facebook. Lì riuniti dissi loro: “Sono lesbica, amo una donna.” Loro mi abbracciarono e io divenni quella che avevo sognato di essere. Felice. Ho un nome da donna perché sono una donna. A me piacciono le donne e questo è un dato di fatto. Solo che parlo nel sonno e questo è un problema. E questo problema ha un volto: mia madre. Dichiararsi ai propri genitori resta ad oggi la cosa più difficile. Dopo svariate notti in cui gridavo: Caterina ti amo, mia madre iniziò a sospettare qualcosa. Il tredici aprile del 2007 venne da me e mi chiese: “Ma stai con un uomo o con una donna?”. Mi infilai nel cassetto più in basso del mio armadio, rovistando disperatamente in cerca di una maglia che non avevo più da anni. Farfuglia frasi sconnesse sempre da dentro il cassetto finché ne emerse un nome: CATERINA. Mia madre svenne, poi rinvenne, uscì a fare la spesa, comprò cose che già aveva nel frigo, svuotò il frigo, mangiò bistecche a colazione, smise di cenare per anni, poi riprese a respirare. Dopo quindici minuti in cui ad entrambe era passata davanti la vita, eravamo ancora nella mia camera, lei che guardava me con la testa dentro un cassetto. “Caterina… la figlia del dottore?” “Sì, proprio quella.” Mia madre è ipocondriaca. E questo fatto che c’era un medico di mezzo in qualche modo la rassicurò. Da allora quando va dal medico gli strizza sempre l’occhiolino. Ma il padre di Caterina che ancora non lo sa, è convinto che mia madre abbia un tick.