C+C = Maxigross Ruvain

di L'Alligatore

Recensioni
C+C = Maxigross – Ruvain

Un progetto musicale con un nome strano (e sentirete la musica), nato tra il silenzio della Lessinia, bella e vera montagna veneta, che passo dopo passo conquista tutta Italia con punte importanti fuori (CMJ Music Festival a New York). Quattro giovani barbudos e una ragazza faccia d’angelo, sempre in giro sul loro furgoncino bianco pace, per portare serenità e gioia dei cuori, manco fossimo nella San Francisco della Summer of Love.

“Ruvain”, rumoreggiare in cimbro, l’antica lingua ancora parlata nella loro zona, è un concentrato acido di pop-folk-rock senza tempo, nato on the road negli ultimi due anni. Ben 14 pezzi, che non ci si stanca mai di ascoltare a partire dalla cavalcata lisergica sixty “Pamukkale in E”, per finire con la rilassata/rilassante e altrettanto acida “Wait Me To Arrive” (celestiale l’armonica). Per non dire dei coraggiosi 10 minuti epici di “Testi’s Baker/Jung Neil” dove ti sembra di volare sulle loro cime, o di “Un tempo” pezzo di rottura con batteria strana, flauto e voce d’angelo arrabbiato, “Hills, Hills, Hills” con indimenticabili cori Beach Boys e splendide chitarre rock, “A Freak Can”, forse la più psichedelica di tutte, con cori africani e ancora l’immancabile flauto.

Un disco corale, registrato in casa tra le montagne all’alba, con il canto degli uccellini (visto che copertina?), mischiato alle loro belle voci, strumenti della tradizione folk, invenzioni artigianali per la ritmica. Una delle più belle sorprese dell’anno: seguite il loro rumoreggiare, troverete la quintessenza della nostra musica.