Cherry: Tom Holland va in guerra

di Redazione Smemoranda

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Cherry: Tom Holland va in guerra

Cominciamo facendo la cosa più sbagliata: non giudichiamo il film, ma giudichiamo quello che il film dovrebbe voler essere, almeno secondo alcune idee preconcette che non sono poi dimostrabili. Cioè, Cherry è un film dei fratelli Russo, che hanno firmato i due ultimi film degli Avengers, quindi i più grandi incassi della storia del cinema. Cherry ha come protagonista Tom Holland, che è l’ultimo attore a indossare la maschera e la calzamaglia di Spider-Man. Ma Cherry non è un film di supereroi, non è un fumettone. È un film di guerra, un film drammatico, un film serio. Quindi deduciamo che qui i fratelli Russo e Tom Holland vogliono liberarsi della loro immagine da registi commerciali e vogliono fare il cinema hollywoodiano ma d’autore. Non vogliono più essere Russo e Holland, vogliono essere tipo Scorsese e DeNiro.

La realtà è che noi non siamo nella testa dei registi o degli attori, e probabilmente gli artisti non sono così tattici quando scelgono di fare un film o un altro. Magari è solo che gli piace la storia, e che è bello fare cose diverse. Detto questo, guardare Cherry avendo visto i vari Avengers e Spider-Man è un’esperienza strana, perché ti viene da pensare che questo è un film drammatico, ma i momenti più riusciti sono quelli in cui viene fuori l’umorismo, come nei film della Marvel. Ti viene da pensare che tutto sommato è lungo come un film degli Avengers, e il modo di raccontare in fondo non è poi così diverso. E nonostante Tom Holland sia molto bravo, davvero, è difficile liberarsi dell’idea che stai vedendo Peter Parker che va in guerra in Iraq. Perché quell’altro oggetto cinematografico è troppo grosso, troppo importante per l’immaginario di questi anni, troppo pervasivo. È tutto sbagliato, ma è inevitabile.

Cherry è un film oggettivamente riuscito, che mette insieme storie di strada e storie di guerra, in una classica parabola di tragedia e redenzione americana. Ci sono dentro sequenze che ricordano Scorsese, che abbiamo già citato, e perfino Kubrick, cioè come dire due dei punti di riferimento più importanti del cinema hollywoodiano. Ma anche più scontati, se vogliamo. E tutto il film, nonostante sia tecnicamente riuscitissimo, è anche estremamente posticcio. Che lo so, anche questa è una critica stupida – è cinema, è finto – però se lo pensi mentre stai vedendo il film, è ovvio che qualcosa non va.