Cinzia di Leo Ortolani: una commedia sull’amore per gli altri e per se stessi

di Giulia Broglia

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cinzia-leo-ortolaniDopo la settimana del congresso delle famiglie, durante la quale non si è fatto altro che parlare di come una famiglia deve essere, di come le persone devono vivere, comportarsi, apparire per poter essere considerate tali e eventualmente poi innamorarsi e farsi una famiglia, avevo bisogno di una lettura decongestionante, per gli occhi e per il cuore. Cinzia di Leo Ortolani faceva esattamente al caso mio, e farà al vostro, se aveste bisogno (per acquistarlo, cliccate qui).

Cinzia, l’avrete riconosciuta se siete fan di Ortolani, è nata tra le pagine Rat-man: è la postina transgender innamorata del supereroe, che fa capolino per la prima volta nel mondo del fumetto nel 1989. Da allora Cinzia è cresciuta parecchio, e si vede. Lo stesso Ortolani ha raccontato alla presentazione che si è tenuta alla libreria Antigone qualche tempo fa che in trent’anni l’ha ascoltata molto. È cresciuto il personaggio, ma anche molto l’autore.

La premessa che vorrei fare è che Cinzia è in puro stile Ortolani: è leggero e pop come una coca fresca quando hai sete, fa ridere, sorridere e a tratti ballare. Perché Cinzia è anche un musical, e a un certo punto la protagonista si mette a cantare con tanto di coreografia dei passanti e tutto il necessario, proprio come un film musicale esige, e quando durante la presentazione è stato chiesto a Ortolani che canzone fosse lui ce l’ha pure cantata. E sempre l’autore rassicura: il libro è pieno di battute trash.

Il fumetto quindi è una commedia, una storia d’amore, raccontata in modo leggero e divertente, la copertina fucsia non inganna. Se il mio articolo risulterà serio o serioso sarà solo e soltanto perché quando si parla di transessualità, da una parte o dall’altra, sembra sempre di dover affrontare un problema, ma come ci spiega Ortolani, il problema è di chi giudica. Poi certo, il giudizio si riflette su chi è giudicato, e allora la vita di una splendida transessuale come Cinzia diventa complicata, complicato trovare lavoro, trovare un amore, la tranquillità.

La domanda forse alla base di questo fumetto è: quanto è difficile essere sé stessi? Anche se Ortolani ci dice che scrivendo non ha pensato particolarmente né alla “causa” né al “problema”. Ha raccontato la storia di una persona. Ecco perché il risultato è così bello, prendiamo tutti appunti, per come si fa: ogni storia è una storia, ogni persona è una persona. Punto.

E poi Cinzia è un personaggio positivo e forte, non si lascia abbattere e va avanti fiera per la sua strada, per questo probabilmente è stata così amata anche dalla comunità LGBT+: ci voleva un personaggio così, che ti motiva.

Anche Ortolani ci racconta: “A me al liceo Rocky ha salvato la vita. Mi piace raccontare storie e personaggi positivi, voglio che il messaggio sia ‘Dai che ce la fai!’. Vorrei in parte ridare quello che ho ricevuto io da tante storie.

E aggiunge: “Cinzia è una commedia, sull’amore soprattutto. E racconta una cosa che vale per tutti gli esseri umani: l’energia “radiante” che fa si che se ti accetti, ti accettano anche gli altri. Chi non si è mai sentito in difficoltà con se stesso? Da ragazzino cerchi di fare parte di un gruppo, di un “branco” per non sentirti diverso. Poi capisci che il problema non è tuo, ma in chi ti giudica come “diverso”. Anche il problema della transessualità è un problema per gli altri, non per Cinzia. Come è nato un personaggio transessuale? Cinzia è nata quasi per caso, senza pensarci troppo. Mi piacerebbe vivere in un mondo in cui siano superate queste questioni.

La cosa che a me personalmente è piaciuta di più in assoluto di questo fumetto è la facilità con cui Ortolani ci presenta Paul, ovvero Cinzia da uomo (e Cinzia sui documenti). Paul è coprotagonista di questa storia anche se emerge piano, ne tira le fila ed è sempre presente ma lo notiamo dopo un po’.

Leggete il fumetto se avete voglia di conoscerlo, ma anche se avete voglia di ridere, di commuovervi un po’, di ballare, cantare e soprattutto innamorarvi. Di voi stessi, e eventualmente anche degli altri.

Tenete anche d’occhio la rassegna Fumetti Fuori!, ideata e curata da Massimo Basili, che dal 2017 dà voce ad autrici e autori di storie queer e sul fumetto LGBT+ , per ispirarvi e respirare un po’ di aria buona.