Cinzia Marseglia: in quinta liceo mi hanno pure sospeso

di Giovanna Donini

News - Scuola

Sono attori comici e fanno divertire il pubblico a colpi di gag e battute. Ma ieri chi erano a scuola, che voti prendevano, quali prof odiavano o amavano, quante volte bigiavano? Oggi  intervistiamo Cinzia Marseglia, comica pugliese da anni voce e testa (meravigliosamente bianca), spiazzante e imprevedibile della scuderia di Zelig.

cinzia-marseglia1. Che scuola hai fatto?
Liceo Scientifico e poi Laurea in Economia e Commercio.

2. A scuola eri una da primo, da secondo o da ultimo banco?
Spesso da primo banco, ma mi mettevo anche nell’ultimo. In ogni caso tendevo a mettermi in direzione del prof, cioè lui alzava l’occhio, mi vedeva e si spaventava. In realtà mi piaceva tenere i prof a vista, perché sono sempre stata una che partecipava. Insomma dove stava il movimento, stavo io. Spesso, addirittura, io ero il movimento.

3. La materia che amavi di più? E quella che odiavi di più?
La matematica era quella che amavo di più. Non era odio, ma non amavo fare i temi. Per il resto mi piacevano molto anche Latino, Filosofia e Chimica. Insomma a scuola ero una brava.

4. Nella tua vita da studente qual è stato l’anno peggiore? E il migliore?
L’ultimo anno è stato peggiore, in quinta Liceo. Mi hanno pure sospesa prima dell’esame. Dopo la gita scolastica feci una cavolata, ma non la feci da sola perché in realtà eravamo un gruppo di ragazzi e ragazze, però furono puniti tutti i maschi e solo io tra le ragazze. Lo trovai molto ingiusto. Questa cosa mi costò molto, però mi insegnò presto che nella vita le ingiustizie sono sempre dietro l’angolo, perché se uno sbaglia è giusto che paghi, ma questo deve valere per tutti. Non c’è stato un anno migliore, la scuola mi piaceva, sono stati anni magnifici.

5. Eri una che copiava o una che passava?
Ero una che passava. C’è un mio compagno di liceo che oggi fa l’avvocato che l’ho “mantenuto”. Non studiava mai, i suoi compiti erano i miei, se mi veniva la febbre gli veniva pure a lui. Oggi fa l’avvocato, ci tengo a ripeterlo, e ogni volta che lo incontro mi offre sempre qualcosa. Come minimo…

6. C’è un prof che è entrato spudoratamente nel tuo cuore? E uno o una che ti ha fatto molto male?
Nel mio cuore è entrato il professore Lacorte di Filosofia. Aveva una grande cultura ed era anche un uomo di classe, sempre vestito bene, bello, molto affascinante, quindi era una persona che aveva unito la sua naturale bellezza alla sua immensa cultura. Era molto intelligente sapeva anche usare bene la sua intelligenza, infatti era un uomo giusto. Io lo ricordo con molto affetto. Invece ho un pessimo ricordo della professoressa di Italiano del biennio, perché era una persona ingiusta.

7. Quando eri tra i banchi di scuola, sapevi già che avresti fatto la comica di mestiere? Se no, che mestiere sognavi di fare?
Non lo sapevo tra i banchi, anche se facevo la comica in modo inconsapevole. In quel momento sognavo di diventare un medico.

8. Chi è il compagno di scuola che non dimenticherai mai?
Ne ho due: una è Milena Colucci che abitava vicino a casa mia, abbiamo fatto insieme sia le scuole medie che il Liceo e ogni giorno andavamo a scuola insieme. L’altro è quello che ha preso il diploma grazie a me (vedi sopra).

9. Come sono secondo te gli studenti di oggi?
Gli studenti sono sempre fighi, oggi, ieri e domani.

10. Cosa stai portando in scena oggi? Di che parla il tuo spettacolo?
Il mio spettacolo parla di me e attraverso me della donna di oggi in generale. Il titolo infatti è “Una donna tutta d’un pezzo” e piccolo grande particolare l’ho scritto con un’altra donna: te!

11. Che consigli ti senti di dare ai ragazzi che affronteranno questo periodo difficile chiusi in casa?
Io ho avuto una grande lezione di vita dal mio primo datore di lavoro a Milano. Lui fece un incidente e gli ingessarono tutte e due le gambe quindi rimase due mesi fermo a letto. In quei due mesi lui imparò l’inglese e imparò a progettare software. Quindi ai ragazzi (e non solo a loro) dico: in questo momento approfondite quella parte di voi che sta lì ad aspettarvi. Imparate a suonare la chitarra, una lingua straniera, a fare le orecchiette…vi farete del bene.

12. Com’è stata la tua maturità?
La mia maturità fu un errore perché invece di seguire il mio istinto, seguii il consiglio sbagliato di un commissario esterno. Cosa ho imparato? È meglio seguire sempre il proprio istinto.

13. Il verbo bigiare ti dice qualcosa? Quale verbo si usava dalle tue per dire quando saltavi scuola di nascosto? E tu eri uno che lo faceva spesso?
Ad Ostuni si diceva fare “tre zeppr”. L’ho fatto pochissime volte solo per il gusto di trasgredire, anche perché vivendo in un piccolo paese, quando tornavo a casa mia madre già sapeva che non ero andata a scuola. Quindi sopportare mia madre incazzata non valeva fare “tre zeppr”.

14. Che voto ti dai per tutto quello che hai fatto, fai e farai?
Per quello che ho fatto mi do 7, per quello che sto facendo mi do 8 e mezzo, per quello che farò mi do 10. Sono molto ottimista.

 

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