Un paio di cose che forse non sapete su Clint Eastwood

di Redazione Smemoranda

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Un paio di cose che forse non sapete su Clint Eastwood

31 maggio, Clint Eastwood compie 90 anni. Nella sua carriera, è accreditato in più di 60 film da attore, una quarantina da regista, roba che se decidiamo che ne vediamo uno ogni sera, tutte le sere, iniziamo oggi e finiamo tra tre mesi. E tutto è iniziato con Per un pugno di dollari, e il western all’italiana. Vero?

Fino a un certo punto. Nel senso che nel 1964 il regista italiano Sergio Leone riesce a lanciare la carriera di Clint Eastwood (e anche la sua, a dire il vero) con questo classico assoluto. Ma in realtà Clint Eastwood arriva a questo ruolo quando ha già 34 anni, che per Hollywood è già quasi una mezza età – gli attori si lanciano a 20 anni, di solito, no? Clint Eastwood invece prima era una figura di secondo piano nel cinema americano, famoso invece per il pubblico televisivo, perché protagonista di un telefilm che all’epoca piaceva tantissimo, Rawhide, Gli uomini della prateria, che ovviamente era un western. A quei tempi in America c’era solo il western.

Fare l’attore? Sempre meglio che lavorare

Clint aveva provato a fare cinema da quando era poco più che ventenne, e lavorava in una stazione di servizio mentre studiava recitazione al Los Angeles Community College. A poco più di vent’anni tra l’altro lui era già sposato, perché ai tempi usava così, anche se pare che non fosse un marito particolarmente fedele, anzi, per niente. Si dice avesse accalappiato una ragazza di buona famiglia, e che si fosse accasato per comodità. Intendiamoci, semplifichiamo, però questo dicono le biografie.

Altra cosa sulla quale le biografie sono abbastanza concordi è che il giovane Clint Eastwood non era uno che proprio amava il lavoro. Aveva fatto, per necessità, un gran numero di lavoretti stagionali e poi lavori veri e propri, dal bagnino al saldatore fino appunto alla stazione di servizio, però la sua spinta verso il cinema derivava dal fatto che lui pensava che, beh, recitare non fosse una cosa complicata, che tutti potevano farlo e che era un lavoro molto ben pagato. Quest’ultima cosa era peraltro vera, perché l’industria di Hollywood era già piuttosto fiorente ai tempi. Comunque.

Clint Eastwood, licenziato per i denti gialli

Grazie soprattutto alla sua amicizia con un regista dell’epoca, Arthur Lubin (uno che faceva i film di Gianni e Pinotto e che si era probabilmente innamorato di lui), il giovane Clint riuscì a entrare in questa specie di Academy della Universal Pictures, che in pratica serviva a mettere sotto contratto attori di belle speranze e farli crescere attraverso lezioni di recitazione. Intanto venivano usati per quello di cui c’era bisogno, film e telefilm, per 75 dollari a settimana, che al cambio di oggi sarebbero quasi un migliaio, neanche male. Clint arriva a questo traguardo più che altro perché è un belloccio e ha la spinta giusta, a recitare in realtà non è che sia un granché. Ma questo ai tempi era considerato secondario. Il problema che più preoccupava quelli della Universal quando dovevano trovare una produzione in cui farlo lavorare erano i denti: aveva i denti troppo gialli, troppo piccoli e incurvati verso l’interno, quindi a favore di cinepresa doveva sempre sorridere con le labbra chiuse. E questa cosa dei denti alla fine lo fregò, nel senso che dopo un anno e qualcosa di lavoro, la Universal lo licenziò, per via dei denti e – dicevano anche – del pomo d’adamo troppo sporgente. Quindi, abbiamo una lezione: se volete diventare una star di Hollywood, ricordatevi di usare sempre il filo interdentale. Molto educativo.

I primi, improbabili film di Clint Eastwood

Ma torniamo a Clint, che prima di diventare un mito di Hollywood era solo un giovane attore di secondo piano, che tradiva la moglie mentre cercava di farsi strada nell’industria dell’epoca. Il problema era che lui non andava granché incontro ai desideri dei grandi studi di produzione dell’epoca: quelli cercavano uno alla Marlon Brando, che fosse allo stesso tempo bello ma anche con un’aria un po’ ribelle, e Clint era bello ma poco ribelle; troppo bello per fare il caratterista, ma non abbastanza bello da fare la star, il Rock Hudson della situazione. Anche dopo che, a un certo punto, accettò di farsi sistemare i famosi denti.
Qualche film era riuscito a farlo, come attore. Ma le sue prime particine erano tutt’altro che ruoli da ricordare: la prima in assoluto pare sia stata nel seguito del Mostro della laguna nera, La vendetta del mostro, film in 3D del 1955 (!). In quel film Clint fa la parte di un tecnico di laboratorio in queste situazioni di scienza matta. Altri film bellissimi del suo inizio carriera: Lady Godiva (sempre del suo amico regista Arthur Lubin) film in costume con momenti sexy. Tarantola, sempre sul genere mostri che ai tempi andava molto, dove fa un pilota che deve uccidere questo insetto gigante generato dalle radiazioni. È una di quelle trame che mentre la racconti ti fa già voglia di andare a vedere il film.

Insomma, tutto questo per dire che Clint Eastwood non è mai stato uno che pensava di dover recitare per amore dell’arte: per lui fare cinema non era tanto diverso dal fare il benzinaio, era solo meglio pagato e meno faticoso. C’è una famosa intervista in cui Clint dice una cosa tipo: “facevo sempre il giovane tecnico del laboratorio che entrava in scena, diceva “è successo questo o quell’altro”, e il dottore gli rispondeva “bene, adesso vattene ragazzo!”, e io andavo via.” Davvero uno dei ricordi più belli che una star del cinema della sua grandezza possa condividere: fa capire che tutto può succedere, e che Hollywood può cambiarti la vita in un attimo.