Seth ha disegnato il Grande Fumetto Americano

di Michele R. Serra

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Seth ha disegnato il Grande Fumetto Americano

Cosa sia il Grande Romanzo Americano, con tutte le lettere maiuscole, non è esattamente chiaro neanche ai critici letterari che hanno inventato questa definizione, ma se volessimo ridurre a una breve lista le caratteristiche che fanno un cosiddetto G.R.A., direi che si tratta di un libro piuttosto corposo, che segue un personaggio o un gruppo di personaggi – spesso una famiglia – attraverso un lungo periodo di tempo, e mette in qualche modo in relazione i cambiamenti della vita personale e i cambiamenti della società. Ecco, più o meno, queste cose fanno un Grande Romanzo Americano. E quindi, Clyde Fans potrebbe far parte di questa categoria, che non è poco. Anche se è un fumetto.

C’era un tempo in cui il fumetto era qualcosa di semplice, popolare, letteratura disegnata costruita per l’evasione, per il pubblico giovane, per essere una lettura leggera. Oggi invece ci sono i romanzi grafici, che vincono premi letterari e sono considerati pane per i denti mentali degli intellettuali. Esattamente il destino di Clyde Fans di Seth, un Grande Romanzo Grafico Americano, e per la precisione canadese: quasi 500 pagine, che il suo autore ha impiegato più di vent’anni a mettere insieme, prima a puntate e poi in questa enorme forma definitiva. Un libro che vuole essere l’opera della vita per uno dei più importanti autori del fumetto americano, e quindi per estensione, del mondo.

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La storia è quella di due fratelli e della loro ditta di ventilatori, del loro rapporto difficile, del mondo che cambia intorno a loro. Dell’inevitabile disfacimento a cui tutto quanto va incontro, cose e persone. Una storia di nostalgia, di ricordi, di riflessioni sull’esistenza, di malinconia. Malinconia che viene amplificata da un disegno in bianco, nero e blu. Un blu un po’ grigio, a dire il vero.

Dentro tutte queste centinaia di pagine (che comunque si leggono velocemente, in un pomeriggio) ci sono momenti che ti fanno venire in mente letteratura altissima, da Samuel Beckett a Arthur Miller a Saul Bellow. E altri dove invece l’impalcatura cade, e pensi che nonostante punti così in alto, Seth non regge il confronto con questi autori. Eppure Clyde Fans è il libro che regalerei a un amico per spiegargli cos’è diventato il fumetto oggi, e perché nei fumetti sembra esserci più vita che nella letteratura senza immagini. Forse non è il grande romanzo americano del ventunesimo secolo, me è senza dubbio uno dei libri più belli che possiamo leggere quest’anno.

Clyde Fans
Clyde Fans di Seth, Coconino Press