Codice 999

di Michele R. Serra

Recensioni
Codice 999

Guardie e ladri: quante volte l’abbiamo visto? Però può essere sempre divertente, se ben eseguito. E dentro Codice 999 gli ingredienti giusti ci sono tutti.

Dunque: rapinatori di banche, inseguimenti con le auto in mezzo alla città, sparatorie, poliziotti corrotti… la lista della spesa è completa. E sarebbe perfetta per un film di quelli minori, diciamo di serie B. Però Codice 999 è tutt’altro che un film di serie B, perché può contare prima di tutto su un signor regista: John Hillcoat, che si è guadagnato il titolo di Autore (ormai si usa poco) girando film come, ad esempio, La proposta. A proposito, piccolo excursus su La Proposta: è un film molto interessante anche perché la sceneggiatura è di Nick Cave – amico, compatriota australiano e quasi coetaneo di John Hillcoat. (Altri film belli di John Hillcoat: The Road, tratto da La strada di Cormac McCarthy e Lawless, tratto da La contea più fradicia del mondo di Matt Bondurant.) Comunque con Codice 999 non c’entra l’Australia, non c’entra Nick Cave. Però c’entrano un bel po’ di grandi attori, come Woody Harrelson (cult!), Chiwetel Ejiofor (12 anni schiavo, The martian, tra poco sarà il cattivo del nuovo film Marvel dedicato al Dottor Strange…), Kate Winslet, Aaron Paul (di Breaking Bad). Insomma il cast è di quelli che beatificano un film: esattamente quello che è successo a Codice 999.

Però il punto è: quanto può diventare interessante una storia del genere? Tanto. Ma non in questo caso.

Nel senso che non si può dire che Codice 999 sia un film malriuscito, tutt’altro. Anche perché l’ambientazione aiuta a costruire una sensazione di inferno sulla terra, lasciate-ogni-speranza eccetera. Il film infatti è girato interamente ad Atlanta, la sesta città più pericolosa degli Stati Uniti per crimini violenti (giusto per informazione: la prima è Detroit, e anche Saint Louis non è il massimo). Però nonostante l’atmosfera sia quella giusta, Codice 999 non offre grandi emozioni. Come se tutti i personaggi, tutte le possibilità che l’ambientazione offre, fossero sottoutilizzati, e si procedesse con il pilota automatico. Se avete visto The Wire, uno dei telefilm più belli degli ultimi anni, sapete quale enorme edificio si può costruire intorno a un’ambientazione del genere: ecco, Codice 999 avrebbe potuto fornire materiale per un bel serial lungo una dozzina di puntate. Invece, in due ore, dice poco.

(Noi invece non vi diciamo cosa significa il titolo, per non rovinarvi la sorpresa. Ma se volete saperlo, basta guardare il trailer qui sotto)