Come l’acqua per gli elefanti

di Michele R. Serra

Recensioni
Come l’acqua per gli elefanti

Robert Pattinson ha 25 anni ma già una carriera cinematografica di tutto rispetto, nel corso della quale ha principalmente avuto a che fare con vampiri e lupi mannari. Stavolta però non siamo dalle parti della saga diTwilight. Niente Stephenie Meyer: qua il libro è della canadese Sara Gruen, quindi il bel Robert mantiene sì la sua aria pallida e un po’ cupa, ma non se la deve vedere con i non-morti, bensì con un elefante.

L’elefante è quello del circo a cui si unisce il giovane veterinario Jacob (sì, lui, Robert), figlio di immigrati polacchi rimasto improvvisamente orfano negli anni della Grande depressione americana. Il regista Francis Lawrence – che conosciamo soprattutto per Io sono Leggenda – copre il film con una patina di antico, che ci riporta ai classici Fox e Warner Bros degli anni Trenta. Peccato che le situazioni di grande povertà descritte da Lawrence non siano troppo credibili: il circo è stranamente pulito e i due protagonisti – è Reese Whiterspoon la promessa al bel Robert – un po’ troppo perfettini. Il che non impedisce al film di essere piuttosto coinvolgente, soprattutto nella prima parte.

Lui, lei, l’altro: la storia più vecchia del mondo è anche il riassunto della trama di Come l’acqua per gli elefanti. In questo caso però, viene riverniciata con una spruzzata di animalismo. Non è una cattiva idea, anche perché nell’arco di tutto il film vengono utilizzati animali veri, il che non è così scontato, nell’epoca degli effetti speciali digitali. Ora, non è difficile capire che se un attore recita di fronte a un animale in carne e ossa, piuttosto che da solo, bè, l’effetto è molto più… vero. Di più: qui i due protagonisti sembrano più a loro agio nel rapportarsi con l’elefante, che non nel rappresentare il loro reciproco innamoramento.

La storia infatti dovrebbe essere un grande melodramma d’amore, ma è raccontata e interpretata in modo stranamente freddo, privo di passione.

Come l’acqua per gli elefanti è un film prevedibile e tradizionale in modo rassicurante: intrattenimento che va bene a tutta la famiglia, o almeno che può essere sopportato da tutta la famiglia. Pensavo che film del genere non li facessero più, e invece…