Amy Schumer insegna come diventare belle

di Michele R. Serra

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Amy Schumer insegna come diventare belle

La commedia al femminile è un genere che vi piace? Mi rendo conto che la domanda suoni stupida, ma insomma, ha un suo senso: io ad esempio, personalmente sullo schermo ama vedere dei del tuono che prendono a martellate mostri provenienti da altri mondi, piuttosto che la storia di una ragazza a New York che cerca di trovare il suo posto nel mondo. Però, indipendentemente dai gusti, non si può non amare Amy Schumer.

Piccolo riassunto: Amy Schumer è una comica americana piuttosto divertente che scrive e interpreta una serie che si chiama Inside Amy Schumer e negli ultimi anni si è piuttosto lanciata a Hollywood, con film che purtroppo spesso non l’hanno valorizzata (tranne forse Un disastro di ragazza). In ogni caso Amy Schumer può farvi piacere anche una commedia al femminile, anche se non è il vostro genere.

Scusate se continuo a sottolinearlo, ma l’ultimo film con protagonista Amy Schumer poi in effetti è molto al femminile, non è un modo di dire. Nel senso che si parla di un tema che è buttato addosso soprattutto alle donne, e cioè il fatto di sentirsi o non sentirsi belli. Intendiamoci, anche agli uomini capita di non sentirsi belli, ma alle donne succede più facilmente perché il mondo gli ricorda molto più spesso che agli uomini quanto questo fattore sia importante. Poi, nel caso della protagonista di questo film, lei è una assolutamente normale, forse appena più rotondetta della media, però ha la sfortuna di vivere a Manhattan, dove a ogni incrocio ha alte possibilità di incontrare qualche straricca strafiga stravestita benissimo. Cosa che non fa benissimo all’autostima.

Poi un giorno, la protagonista di Come ti divento bella nel tentativo di dimagrire ha un incidente di palestra e batte la testa. A causa della botta, inziia a pensare di essere bellissima e a comportarsi come tale: è il motore comico del film, ma anche il messaggio del film. La bellezza è soggettiva, e dobbiamo sentirci belli/belle per essere belli/belle.

Quindi, bel messaggio, senza dubbio. Però.

Come ti divento bella parte da una premessa veramente difficile, cioè proprio da rappresentare al cinema: dobbiamo entrare nella testa di una che vive in una sua realtà parallela, nonostante il fatto che la realtà concreta sia davanti ai nostri occhi tutto il tempo. E questo è un problema pratico non da poco.

Poi. Magari io tendo a analizzare troppo, ma inevitabilmente quando sei messo davanti a questa storia, più che goderti il film, cerchi di dare una lettura sociologia, persino politica del messaggio che il film vuole dare. Solo che il film non è poi così complesso, perché è un film comico (esempio: Amy va da Naomi Campbell o Emily Ratajkovskij e dice loro cose tipo non ti preoccupare, so che invidi il mio aspetto fisico, ma cara, non è tutto nella vita, che ci vuoi fare). Però alla fine, non so come dire, alla fine l’umorismo diventa troppo semplice rispetto alla complessità del messaggio che si sarebbe voluto dare. Fino allo scontro diretto. Esempio: se ridiamo quando vediamo Amy che pensa di essere bellissima, ridiamo perché noi spettatori pensiamo che lei non sia bella, perché non è magra come Naomi Campbell? Ma questo non va contro il messaggio del film?

Ma forse, appunto, sono io che mi faccio troppe domande. E se non ve le fate, probabilmente il film è pure divertente.