Come reagire quando ti trattano male?

di Michele R. Serra

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Non posso negare che sia un cliché, ma anche io da piccolo facevo judo. Per esperienza diretta posso dire che quelli che fanno judo a dieci anni sono quelli un po’ più gracilini, che sperano in questo modo di riuscire a farsi rispettare dai loro pari. Io personalmente speravo che in poche settimane la mia vita sarebbe cambiata. Sono rimasto piuttosto deluso, ve lo confesso, quando il maestro ci ha spiegato alla prima lezione che “judo” in giapponese significava “via della gentilezza“: avremmo imparato a usare la forza dell’avversario per sottometterlo. Ma io volevo diventare forte io, non usare la forza dell’avversario! Che delusione. Forse avevo visto troppi film.

Judo con le parole, per vincere le discussioni

Comunque, poi ho capito che l’approccio del judo invece era vincente. Ho capito che non sarei mai diventato forte, ma comunque mi sentivo meglio, mi sentivo più sicuro. Poi sono cresciuto – poco e male – e ho capito che nella vita il problema degli scontri fisici era relativamente poco importante (a meno che tu non sia un professionista di MMA, ovviamente): sarebbe stato più utile applicare il metodo del judo agli scontri non fisici, ma verbali.
Gli scontri verbali capitano. Capitano con fratelli, amici, professori, genitori, e poi – quando si finisce per diventare adulti e lavoratori – con i colleghi e i capi. Ma la domanda rimane la stessa: se qualcuno abusa di te verbalmente, tu cosa puoi fare? Puoi arrabbiarti, puoi dare in escandescenze, puoi alzare la voce, ma tutto questo non fa bene. Perché arrabbiarsi fa produrre un ormone, il cortisolo, che attacca il cuore e la circolazione, disturba la digestione e pure la libido. Seguiamo allora piuttosto i consigli di Barbara Berckhan, psicologa tedesca, ha scritto un libro che si intitola Piccolo manuale di autodifesa verbale, che serve per vincere gli scontri verbali senza combattere. In pratica, judo con le parole.

Il nonsense contro gli arroganti

Fare judo con le parole significa applicare tecniche semplici, che possono essere usate da tutti: una è quella che usa il potere del nonsense per disinnescare un attacco verbale. Trasformarsi in giullari è una buona arma contro l’arroganza di chi vuole affermare la propria superiorità: la risposta migliore contro un atteggiamento simile è quella che non ha senso. Confondere l’avversario con un atteggiamento molto serio e parole senza senso, confidando sul fatto che l’arrogante non sia, in fondo, né particolarmente intelligente né davvero sicuro di sé. E dunque sul fatto che finirà in confusione.
L’importante in fondo non è tanto controbattere, quanto essere superiori. Che è molto diverso dal sentirsi tali.