Contestazione

di Luca Maria Palladino

Storie di Smemo
Contestazione

Il fatto è che certi avvenimenti sono difficili da fagocitare: vince la signora.

Già: è finito il primo tempo e la Juventus conduce all’Olimpico di Roma per due reti a zero (sarà così che terminerà la partita), la Juve ha avuto il merito di aver tirato una sola volta in porta e di aver fatto due gol, non è per niente facile in fondo.

La Lazio, che sponsorizza il giubileo sulla maglietta, perde senza appello. Si tratta di una squadra compassata che fa una gran fatica ad avvistare la porta avversaria. Se non sbaglio il primo tiro in porta avviene tra il sessantesimo e il settantesimo minuto di gioco, decisamente troppo poco anche per una squadraccia di pallone.

C’è il centrocampista della Lazio Lucas Biglia che predica nel deserto, vorrei poterlo aiutare ma mi trovo nella sua stessa identica situazione, mi annoio perdendo tempo intrappolato nel divano il 4 dicembre del 2015. Io e Lucas Biglia avremmo potuto anche liberarci con un guizzo da questa coltre di tristeza, cioè dai 90 minuti; avremmo anche potuto abbandonare la nostra posizione e cercare un’attività più proficua come per esempio… che ne so… leggere un libro!

Io per me mi sento così vuoto che neanche Mindy Metalman potrebbe… come dire… beh, resuscitarmi.

A proposito, sono il protagonista di questa storia e sono pazzamente geloso di Lenore Beadsman, la ragazza dalle belle gambe che calza le All Star nere modello alto. Ti prego Lang, non la toccare, non le slacciare il reggiseno! No, Lang!

Inizia il secondo tempo, c’è subito un rigore che a parti invertite sicuramente avrebbero dato: l’arbitro si innamora del potere e non fischia per la Lazio. Rendiamogli grazie per questo servizio allo spettatore: e grazie. Se l’arbitro avesse fischiato, infatti, a quest’ora la partita si sarebbe riaperta in qualche modo e ci sarebbe stato un po’ più di brio in giro. Ed invece no, noialtri siamo costretti a lamentarci del servizio così spesso che la trasmissione si è interrotta, ci scusiamo dell’accaduto: errore tecnico. Arbitro cornuto.

Ebbene la Lazio, parente lontana della squadra che l’anno scorso esprimeva uno dei migliori calcio del nostro campionato, ha principalmente tre grossi problemi: il primo è che Mauricio è un pessimo difensore, due suoi errori da terza categoria hanno scaturito i due gol della Juve. Il secondo è che Marchetti non para mai e poi mai. Il terzo problema, tuttavia non l’ultimo, è che Anderson, l’addetto al dribbling, è la brutta copia del bel giocatore ammirato l’anno scorso. Sembra svogliato, perdio!

Frattanto la partita volge al termine come questa serata, irrimediabilmente. I tifosi della Lazio contestano i propri giocatori irrorandoli di derisione con degli “olè” ogni volta che toccano il pallone, contestazione questa, a mio avviso, molto più pregnante del più consueto “andate a lavorare.”

Finalmente la partita finisce. Accendo la radio sintonizzata sempre sulla stessa frequenza perché è poi complicato riportare il pomello nella posizione attuale. Questo ci insegna che spostarsi è alquanto rischioso. E se poi non sai più tornare dov’eri?

La musica Jazz addolcisce un poco i pensieri miei. Che cosa importa poi se questo pezzo l’ho già sentito mille volte.

Dov’è Lenore Beadsman?