Coronavirus: certificato medico, studio a distanza e le altre nuove misure per la scuola

di Giulia Zavan

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Coronavirus: certificato medico, studio a distanza e le altre nuove misure per la scuola

Viaggi d’istruzione, certificato medico, didattica a distanza: sono questi i punti principali toccati dalle nuove misure che riguardano la scuola, nel decreto del Consiglio dei Ministri per contenere l’epidemia Coronavirus.

Durante un’intervista a Radio 24, il ministro dell’Istruzione ha spiegato meglio questi provvedimenti e ha affrontato altri temi, come la validità dell’anno scolastico la chiusura degli istituti.

Vediamo nel dettaglio le misure e le dichiarazioni di Lucia Azzolina, per capire come vanno a toccare nella pratica la tua vita scolastica.

La sospensione delle gite

Il 15 marzo 2020 è la data fino a cui saranno fermi i viaggi d’istruzione, le iniziative di scambio o gemellaggio, le visite guidate e le uscite didattiche.

La situazione continua a evolversi e quindi non è certo che dal 16 marzo si possano riprendere le gite: “Speriamo che a partire dal 16 marzo si possa anche ricominciare ad andare in viaggi di istruzione – ha detto Lucia Azzolina – dipende dalla situazione epidemiologica delle prossime settimane“.

Ha inoltre ricordato che, come previsto dal codice del turismo, è possibile esercitare il diritto di recesso sulle gite prenotate.

Il certificato medico

Il 15 marzo è anche la data sino alla quale è richiesto un certificato medico che accerti la guarigione degli studenti che tornano a scuola dopo cinque giorni di malattia.

Il provvedimento riguarda gli istituti di ogni ordine e grado e appunto solo per assenze dovute a malattia di durata superiore a cinque giorni.

La chiusura delle scuole

Restano chiuse fino al primo marzo le scuole di Friuli Venezia Giulia, Veneto, Trentino Alto Adige, Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte e Liguria.

Nelle Marche, non si tornerà sui banchi fino al 4 marzo. A Napoli e in altri comuni campani, le scuole sono chiuse fino al 29 febbraio. A Palermo e provincia, fino al 2 marzo.

Quando si prevede la riapertura delle scuole? Lucia Azzolina ha spiegato che, se le misure pensate per contenere il Coronavirus “avranno effetti immediati, dalla prossima settimana si può pensare a chiusure delle scuole su base provinciale, legate alle zone del focolaio“. Attualmente la decisione viene presa a livello regionale.

Il ministero dell’Istruzione ha precisato che ogni novità su chiusura o riapertura delle scuole verrà vagliata “in accordo con le autorità sanitarie“.

La didattica a distanza

Dopo le prime chiusure degli istituti per arginare l’epidemia Covid-19, alcuni professori e studenti si sono rimboccati le maniche e hanno iniziato a testare la formazione a distanza.

Partendo da questi esempi, il ministero dell’Istruzione è al lavoro con una task force per incentivare e supportare la didattica a distanza. In questo processo verranno coinvolte anche realtà pubbliche e private, perché mettano a disposizione contenuti e supporti digitali.

Ovviamente il ministro spera che “le scuole riaprano quanto prima“, ma Lucia Azzolina ha spiegato che verranno stanziate delle risorse per garantire infrastrutture adeguate allo studio da casa.

La validità dell’anno scolastico

Innanzitutto si fa fede alla legge sull’ordinamento scolastico, che recita che “allo svolgimento delle lezioni sono assegnati almeno 200 giorni“. Se vengono assicurati almeno 200 giorni di lezione, l’anno è quindi valido.

L’emergenza Coronavirus è un evento inconsueto, per questo Lucia Azzolina ha voluto tranquillizzare: “Posso rassicurare che non c’è nessun rischio che i nostri studenti perdano l’anno” ha detto a Radio 24.

Ci si riferisce alla norma che riguarda proprio le situazioni eccezionali: “Al ricorrere di situazioni imprevedibili è fatta salva la validità dell’anno scolastico“.

Il ministro ha aggiunto che: “Le scuole nella loro autonomia scolastica potrebbero anche prevedere di allungare l’anno ma non sarà necessario perché abbiamo attivato una task force per garantire la didattica a distanza“. A questo proposito, ti rimandiamo al punto precedente.

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