Sconfiggere la noia da emergenza coronavirus in 10 mosse: il decalogo della prof

di Redazione Smemoranda

News - Scuola

Come sconfiggere la noia da emergenza coronavirus in dieci semplici mosse: ecco il decalogo della prof Teresa K. Vanalesti che insegna latino e materie letterarie in un Liceo di Roma.

 

IL DECALOGO DELLA PROF.

Di Teresa K. Vanalesti

Scuole chiuse, ma non solo, per il coronavirus. Ti hanno raccomandato di limitare uscite, incontri, scontri, amore, sport. No anche a cinema, teatro, concerti, mostre, musei (a proposito: quand’è l’ultima volta che ne hai visitato uno? – non valgono le uscite didattiche …). E allora ti toccherà inventartela un po’ la vita. Insomma è vero che puoi alzarti più tardi e rallentare il ritmo, è vero anche che avrai il cellulare connesso h24 e un milione di giga da sciogliere nell’etere, ma alla fine verrà la noia e avrà i tuoi occhi e anche il tuo umore.

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Oltre a perdere diverse diottrie, diventerai insofferente e cominceranno a mancarti persino i tuoi prof. E tra tutti … proprio lei, la prof che non perdona. Non mi credi? Fidati, io già ti vedo. Ed è per questo che ti propongo un’alternativa: se non puoi correre i tuoi infiniti marciapiedi quotidiani, lascia che sia il mondo a entrare. Come? Spegni il cellulare e seguimi:

1. La sveglia è appena suonata (un po’ più tardi del solito, ma NON troppo, mi raccomando). Carta e penna subito: scrivi quello che hai sognato. Pochi appunti, quanto basta a fissare il sogno, a lasciare che non vada via. Ci ritornerai più tardi, quando gli darai la forma di un breve racconto da leggere o da mandare a chi vuoi, magari ai protagonisti del sogno stesso, o ai tuoi, o alla tua professoressa di lettere che apprezzerà senz’altro. Non mancare di descrivere i luoghi che avrai visitato dormendo e le facce che avrai visto e le sensazioni, le voci, gli sguardi, i particolari che ti avranno colpito. Non perdere i tuoi scritti, anzi raccoglili. Tieni un diario dei tuoi sogni in questo periodo così strano, vedrai che ti dirà qualcosa di te e ti farà piacere un giorno rileggerlo.

2. Lavati e vestiti di tutto punto come se dovessi uscire.

3. Brecht fece una lista dei suoi piaceri che vale la pena leggere, credimi. Fallo (in rete trovi il testo) e poi compila la tua. Quindi appendila, tienila in bella vista e ogni tanto leggila. Puoi aggiungere ogni giorno qualcosa, o ripensarci e correggere. Anche qui scoprirai qualcosa.

4. Ti potrà capitare in questi giorni di avere paura. È normale, non preoccuparti. Anche questa è un’occasione per conoscerti meglio, se saprai coglierla. Puoi provare, per esempio, a disegnarla questa paura, e, quando avrai preso la mano, a dar forma a tutti i tuoi mostri. Dal latino monstrum, il mostro è un prodigio, qualcosa di incredibile e terribile, che non ha nulla a che fare con quello che vediamo ogni giorno. Pensa a quanto sono meravigliosi i mostri! Proprio in virtù del loro aspetto bizzarro e imprevedibile consentono di disegnare anche a chi non ne è capace. Quindi non hai scuse. Matite, colori, evidenziatori, penne e pennarelli: prendi tutto quello che hai, sovverti ogni proporzione e simmetria, sentiti libero, e dai corpo a paure, ansie e preoccupazioni. Ma quando avrai finito, torna all’ordine e conserva tutti i tuoi mostri, magari nelle pagine di quel diario del punto 1. Vedrai che, a furia di guardarli, ti faranno meno paura.

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5. Dimenticavo: punto 1 e punto 2 necessitano di musica. So che è inutile dirlo, ma approfitta di questo tempo per sentire tanta musica. E non solo in cuffia: condividi e, soprattutto, esplora. Potresti scoprire di amare l’opera alla follia.

6. Adesso ti racconto una storia che forse già conosci. È sempre bellissima, quindi vale comunque la pena di stare ad ascoltare. Dieci ragazzi come te si trovarono già a vivere un’esperienza simile alla tua. Confinati in una villa di campagna e impossibilitati a uscire a causa della peste che dilagava a Firenze, decisero di passare il tempo raccontandosi delle storie. E si dettero delle regole. Ogni giorno, a turno, decisero un tema e ognuno raccontò la sua storia. Sono passati tanti anni, ma il segreto è sempre quello: se non smetti di dedicarti agli altri, se dai un ordine alla tua giornata, se ti affidi alla parola che è la più umana delle cose del mondo, anche tu non ti sentirai solo e anche per te questa pausa forzata passerà in fretta e senza noia. Dunque esci dalla tua stanza e parla un po’ con chi è lì con te. Fatti raccontare qualcosa, racconta a tua volta: se per il momento non puoi viverti delle storie, inventale, ricordale, evocale e condividile… E poi, non sarà una bella villa nel contado fiorentino, ma tu hai la rete! puoi usarla, finalmente, per parlare con i tuoi amici attraverso i social e le varie piattaforme. In attesa di poterli riabbracciare, ovviamente.

7. Oppure scrivi delle lettere. Quale occasione per rispolverare un genere che non si pratica più? In questo possono esserti utili i grandi che ti circondano: fatti insegnare come si fa! (Intanto provaci, poi deciderai se spedire o tenere per te).

8. Adesso sgranchisciti un po’. Non so se hai sentito parlare di Pan Shancu, un corridore cinese che, durante la quarantena, ha continuato ad allenarsi nei suoi 16 metri quadrati, percorrendo in totale ben 50 Km! Ora, senza voler arrivare a Pan, tu hai già provveduto a farti un piano di “allenamento da appartamento”? Sono certa che il tuo prof. di motoria ha delle indicazioni per te.

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9. Meritato riposo davanti a un film. Mi raccomando, non solo serie! Approfitta di questo tempo per vedere qualcosa di veramente bello che ancora non hai visto. Ti lascio il titolo: di qualche classicone come Matrix, Il grande dittatore, A qualcuno piace caldo, Frankestein junior, Alien, 8⅟2, per cominciare, e poi quello che ti sei perso negli ultimi anni, a seconda delle tue preferenze di genere e di autore.

10. Ora sei pronto per l’impresa più bella. «Puoi leggere, leggere, leggere, che è la cosa più bella che si possa fare in gioventù… ». Diceva Pasolini a una giovane come te. E allora, sul divano, in poltrona, per terra, sul letto, nella vasca da bagno: accomodati e comincia. Lasciati arricchire, fai entrare il mondo se non puoi uscire tu. Si presenteranno strani esseri con strani bagagli a seguito, tu falli accomodare e scambia quattro chiacchiere. Quello che ti diranno ti riguarda senz’altro. Se hai già un libro, magari consigliato dalla tua prof, approfitta per gustartelo in tutta calma, se non ne hai uno in particolare, pesca a caso dalla libreria e, se non hai una libreria fornita, niente paura. Sto per dire una cosa di cui, sono certa, non mi farai pentire: torna in rete e leggi una poesia. Magari di qualche poeta contemporaneo, di quelli che, per questioni di tempo, difficilmente leggerai a scuola. Quale occasione migliore per scoprire che la poesia è viva e ti circonda e ti parla di te con inaudita generosità?! (Perché tu possa orientarti, ti lascio il nome di alcuni poeti contemporanei che amo molto, di cui trovi diversi testi in rete, a patto, però, che una volta fuori, leggerai i loro libri. Valentino Zeichen, Francesca Genti, Luciano Erba, Antonella Anedda, Maria Grazia Calandrone, Giovanni Raboni, Vivian Lamarque, Mariangela Gualtieri, Valerio Magrelli, Patrizia Cavalli … Anche qui vale la regola del “solo per cominciare”, poi esplora … guardati intorno … e continua la lista.)

PS: Certamente avrai notato che non ho parlato di studio. Non perché non ci abbia pensato, ma perché ho considerato il tuo tempo libero, al netto delle ore che impieghi nelle sessioni di didattica a distanza e/o nei tuoi impegni scolastici (in qualunque modo ti vengano comunicati). Mi raccomando, perché se speri in qualche sconto provvidenziale, ti sfugge un principio basilare: la sospensione forzata dell’attività didattica deprime talmente i prof. da caricarli di una forza e un’energia repressa spropositate. Hai presente un leone chiuso in gabbia? Il ritiro dell’onda prima dello tzunami? Niente in confronto, quindi pensa che la scuola ricomincerà quanto prima e buono studio!

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