(S)parliamo: sai cosa significa whatsappare?

di Giovanna Donini

Sparliamo - Storie di Smemo
(S)parliamo: sai cosa significa whatsappare?

Prima per parlare con un amico lontano, dovevi mandargli una lettera. Oppure chiamarlo al telefono, ma non è che la cosa fosse tanto economica. Poi due geni,  Jan Koum Brian Acton, si sono inventati una app e hanno fatto la rivoluzione. Whatsapp è oggi sui telefoni di miliardi di persone in tutto il mondo, dando vita a un nuovo modo di comunicare: il whatsappare appunto. Ma cosa significa?

Ovvero quando tu dovresti studiare, oppure lavorare, oppure leggere un libro, oppure stare ad ascoltare qualcuno che è uscito apposta per stare con te, e invece ti metti a whatsappare con più gruppi contemporaneamente solo per scrivere caxxate inutili e mettere faccine incomprensibili, oppure solo per sputtanare uno, raccontando tutti i fatti suoi in chat, per poi alla fine accorgerti che hai sbagliato gruppo e quindi ti ha letto anche lui.

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Invece “whatsappare con qualcuno” in particolare significa che tu e questo qualcuno in particolare avete intenzione di finire sotto le lenzuola, soprattutto se vi siete “whatsappati tutta la notte”, tra l’altro invece di baciarvi davvero tutta la notte.

Nel dettaglio si whatsappa inviando messaggi scritti e si whatsappa mandando messaggi vocali. Chi manda messaggi scritti, di solito, è una persona abbastanza risolta che non frequenta mensilmente psicologi e farmaci. Invece chi manda messaggi vocali, spesso, è una persona pericolosa e bisognosa di attenzioni, che fa monologhi inutili e non gliene frega nulla di ricevere risposta. I più pericolosi in assoluto sono quelli che mandano vocali che superano il minuto.