Crimson Peak

di Michele R. Serra

Recensioni
Crimson Peak

Nelle case infestate dai fantasmi ci sono sempre un sacco di rumori sinistri. Ma anche umidità, oscurità, marciume. Perché una ricca ragazza dell’Inghilterra dell’Ottocento dovrebbe accettare di mettere piede in un posto così? Inspiegabile. Ma insomma, è noto che i film horror non seguono per forza i binari della logica. E poi, se ci sono di mezzo i fantasmi, è proprio inutile pensare alla logica fin dall’inizio, no?

Crimson Peak è il titolo dell’ultima storia di fantasmi girata dal regista Guillermo del Toro, che è noto per essere uno dei più raffinati esteti di Hollywood. E non è che sia una fama immeritata, anzi: film come Il labirinto del fauno, Pacific Rim o la saga di Hellboy sono lì a dimostrarlo. Quindi già prima di entrare in sala lo spettatore è portato a pensare che questa sarà una storia di fantasmi molto estetizzante, e si aspetta di essere per prima cosa sorpreso da immagini perfette, e perfettamente stilose. Ecco: su quello Del Toro non delude.

Chi invece potrebbe rimanere un po’ deluso è chi si aspetta un vero film dell’orrore, un vero film di fantasmi che fanno paura e che te li sogni di notte, che ti inseguono fin sotto le coperte che ti sei tirato sopra la testa (tanto non serve a niente). La paura in Crimson Peak non è poi una gran paura. Sì, i fantasmi appaiono all’improvviso, lanciandosi verso lo schermo, mentre la musica si alza di colpo: il classico modo di far fare un salto sulla sedia allo spettatore, che funziona sempre. Ma la paura vera, quella che monta piano piano, quella che poi rimane dentro, bè, Crimson Peak non la sfiora neanche. Più che un horror è un film d’amore. Anche se si tratta sempre di amore gotico, per carità.

C’è un trio di attori protagonisti davvero di altissimo livello, nella casa infestata di Crimson Peak. E la loro performance vale il prezzo del biglietto. Però il film, nonostante sia popolato di fantasmi incorporei, è incredibilmente privo di anima. È facile immaginarsi Guillermo del Toro intento a studiare al millimetro le luci, il colore, i costumi di questa sfarzosa recita gotica da 50 milioni di dollari (talmente perfetta dal punto di vista dell’immagine che francamente uno potrebbe pensare che sia costata anche di più). Ma se la storia fa acqua sin dalla prima sequenza, non c’è color correction che tenga.