Cronaca di un Pride annunciato

di Giovanna Donini

Storie di Smemo
Cronaca di un Pride annunciato

Sono in tutto tredici le manifestazioni dell’orgoglio lgbt (lesbico, gay, bisessuale, transessuale) che quest’anno costituiscono l’Onda Pride. Venezia, Milano, Torino, Perugia, Bologna, Roma, Napoli, Lecce, Alghero, Palermo, Siracusa, Catania, Reggio Calabria.

La manifestazione del movimento lgbt celebra la giornata dell’orgoglio: si ricorda quel 28 giugno dei moti di Stonewall che nel ’69, a New York, diede il via alle rivendicazioni di gay, lesbiche e trans.
L’onda dell’amore universale ha attraversato lo stivale da nord a sud, da est a ovest, con l’intenzione di arrivare al cuore di tutti ed, in particolare, ai diritti tutti.
Ma chi erano quelli orgogliosi di sfilare? Tutti questi qua, tra gli altri (li abbiamo visti!)

IL GAYCONCENTRATO
E’ quello che non finisce mai sui giornali. Non fa notizia, perché non è colorato, non balla e soprattutto è vestito come quelli che lavorano in banca. La cosa che ti fa capire che non ha sbagliato manifestazione è che lo salutano tutti e non sbaglia una mossa quando c’è da ballare la canzone dei Village People: YMCA.

L’ AMICAETERO
L’amica etero accompagna al Pride i suoi amatissimi amici gay. Aspira a diventare icona gay (un  pochino già lo è) e quest’anno il suo obiettivo è salire sul carro delle drag per farsi dare qualche dritta su trucco e parrucco. Nel frattempo fa strage di lesbiche che sbavano per averla e per dirottarla su, chiamiamola così, Cubaaaaaaaaa.

LA LESBICACONVINTA
Lei ci va perché crede totalmente che sia giusto manifestare e lottare per ottenere i diritti. Per l’occasione si è pure depilata. E’ molto convinta, anche perché vuole rivedere la sua amata ex (“manifestiamo ancora un po’, mi ha detto che al Pride sarebbe venuta!!!”).

LA COPPIALESBICA
Lei, timida e solitaria, ci va perché ci vuole andare l’altra, estroversa e militante. Si tengono per mano, si commuovono, piangono e alla fine si incazzano perché una delle due (chissà chi) il carro lo avrebbe guidato meglio.
 
L’ ETEROFUORIPOSTO
Non sapeva ci fosse il Pride, non sapeva esistessero così tanti gay, non sapeva che fuori ci fosse un mondo diverso. Lui è semplicemente uscito per andare a prelevare i soldi al bancomat, ma l’onda in festa e un certo Gianni, uguale uguale a Mastrolindo, lo hanno travolto e stravolto per sempre. Non sarà più lo stesso.

IL POLITICOACACCIADIVOTI
Non è gay, ma pensa che i gay siano “Così sensibili!” e generosi e ricchi e potenti e intelligenti e tanti quindi averli dalla sua parte gli farebbe assai comodo. Allora sorride, sale sul carro e parla ad minchiam. “Voi diversi avete bisogno di persone normali come noi” – “Il mio partito vi aiuterà se voi aiuterete il mio partito, però non ditelo a nessuno!”.

LA COPPIAGAY
Il loro dialogo durante la sfilata è più o meno questo.
-Che bono quello…
-No quello di più…
-E quello?
-A me piace più questo qua…
-Mi ami?
-Da morire…
-Mi vuoi sposare?
-Certo, appena passa la legge: siamo qui apposta…

IL BISEX
Difende la sua bisessualità con i denti e guai a chi gli dice: “tanto prima o poi dovrai decidere da che parte stare!”. Lui è innamorato dell’amore e nel corso della sfilata, infatti, si innamora più volte. Prima di Sara, ma Sara è lesbica convintissima e non lo considera, poi di Marco, ma Marco è fidanzatissimo con Paolo e non lo considera, insomma nonostante lui abbia il 100% delle possibilità di cuccare qualcuno, fatica un po’ e quando finalmente trova uno questo gli dice: “Si, però, prima o poi, ti devi decidere”.

LA MAMMAORGOGLIOSA
Lei è la mamma di Luca. Luca è gay e lei lo ha sempre saputo. E’ talmente orgogliosa di avere un figlio gay che quando la chiama quello etero non risponde: “Metti che mi chiami Luca…non voglio che trovi occupato”. E’ così orgogliosa che ha obbligato un’altra mamma a sfilare con lei con un vistoso cartello appeso al collo: “Ho un figlio eterosessuale, aiutatemi!”

IL GRUPPONEARCOBALENO
Amici e amiche (lgbt e pure etero) che sfilano con orgoglio per mantenere in vita la memoria dei moti di Stonewall del 1969.
L'”orgoglio gay” si basa su tre assunti:
-che le persone dovrebbero essere fiere di ciò che sono,
-che la diversità sessuale è un dono e non una vergogna,
-che l’orientamento sessuale e l’identità di genere sono innati o comunque non possono essere alterati intenzionalmente.
Cantano, ballano, si abbracciano e, prevalentemente, distribuiscono amore. Sono colorati e tantissimi. Sono fieri e bellissimi.

LA SIGNORALLAFINESTRA
La signora alla finestra si affaccia e vedendo così tanta gente sfilare comincia a salutare. Manda baci e sorrisi, poi chiede: “manifestate per difendere i diritti dei tassisti?” e quando vede due ragazze baciarsi sotto alla sua finestra chiede: “Siete sorelle di tassisti?” e quando vede suo nipote tra la folla chiede: “Ma tu, di solito, non prendi i mezzi?”
E quando, finalmente, una trans le spiega tutto, lei capisce e prima di svenire le sue ultime parole sono: “Meglio un figlio gay che un figlio gay e tassista”.