Curative Power

di Alessia Gemma

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Curative Power

Ada Cacciatore, photo credit by Eric BandieroAda è andata via di casa a 11 anni, mamma Settimia e papà Donato l’hanno lasciata andare via dal loro paesino, Miggiano, per entratare all’Accademia Nazionale di Danza di Roma. Anni dopo ne uscì con una laurea di primo livello e un biglietto in tasca di andata e ritorno, andata e ritorno, andata e ritorno… per le scuole europee: il The Place di Londra, lo studio Mamameo di Berlino… Ada tornava a Miggiano, ne lu Salentu, d’estate, a ballare la pizzica e a mangiare le frise sulla spiaggia con gli amici.

Poi, 5 anni fa, Ada, da laggiù, riesce ad entrare in una delle più prestigiose scuole di danza al mondo: l’Alvin Ailey American Dance Theater di New York. Settimia ha imparato ad usare benissimo skype e whatsapp.

Ora Ada è una donna di 28 anni, un’emigrata a New York, una ballerina. Ora Ada ha la sua compagnia: Gloom Dance Projet che ha debuttato all’As Ballet Theater di New York il 25 e 26 aprile e sarà ancora il 20 maggio al Sheen Center di New York per Indaco (Italian Dance Connection) organizzato e sponsorizzato dall’Istituto di Cultura Italiano a New York. 

L’idea che Ada porta in scena, il suo pezzo coreografico Curative Power, nasce ascoltando le musiche degli Officina Zoé: un viaggio nel passato, nell’infanzia di Ada, nel suo Salento ora affollatissimo ad agosto, ma ancora molto lontano all’America! Curative Power combina la pizzica, la tradizione, con la danza contemporanea, evocando una lotta d’amore e odio tra due giovani che lottano e si dimemano per liberarsi dal passato e dal presente. Il morso del ragno, della tarantola, libererà la loro testa attraverso i loro corpi e permetterà, con una danza spasmodica, di avviare un vero e proprio processo curativo, terapeutico, liberatorio… 

“Coloro che non hanno radici, che sono cosmopoliti, si avviano alla morte della passione e dell’umano: per non essere provinciali occorre possedere un villaggio vivente nella memoria, a cui limmagine e il cuore tornano sempre di nuovo, e che l’opera di scienza o di poesia riplasma in voce universale.”
Ernesto de Martino

Laurel Richardson e Andrea Frisano, photo credit by Eric Bandiero