Da Milano a Venezia in barca a remi

di Giovanna Donini

Recensioni
Da Milano a Venezia in barca a remi

La Canottieri San Cristoforo e i suoi soci, in occasione di Expo Milano 2015, lanciano una sfida incredibile e vogliono riscoprire l’antico tragitto che, sfruttando solamente i corsi d’acqua, permetteva di partire da Milano e arrivare a Venezia. L’ultima volta che tale percorso fu compiuto con un’imbarcazione da canottaggio correva l’anno 1927.

L’IMPRESA IN BREVE:

reMIVEri 16-24 Maggio 2015

  • –  COSA: un viaggio da Milano a Venezia via acqua

  • –  CHI: 1 società sportiva e 10 canottieri, tra i 20 e i 60 anni

  • –  COME: due barche da quattro vogatori con timoniere

  • –  QUANDO: 16 24 maggio 2015

  • –  I NUMERI: 450 km, 7 Tappe, 12 Città, 3 Regioni

  • –  E ALL’ARRIVO? Una regata internazionale: la VOGALONGA 2015

  • –  1 SFIDA CHARITY: Fund-raising per sostenere promuovere lo sport anche per atleti autistici aiutando le Onlus Associazione e il Tiglio

Questa manifestazione ha l’obiettivo di far riscoprire la bellezza e il potenziale di Milano come città d’acqua inserendosi nel progetto di Expo 2015, di promuovere il territorio e il paesaggio della nostra bella pianura irrigua, di valorizzare lo sport fatto in un contesto territoriale ed urbanistico d’eccezione ed infine riscoprire un sistema di trasporto che sia alternativo al paradigma dominante del trasporto su gomma alla riscoperta delle idrovie.

Noi abbiamo intervistato una delle due donne che remerà da Milano a Venezia: Daniela Bialetti.

Daniela BialettiRaccontaci meglio quest’avventura: com’è nata e perché?

La genesi di questa manifestazione non ha un unico ideatore. La progettazione è maturata piano e lentamente, mettendo assieme tanti piccoli contributi di ognuno di noi. Nel 2013, Massimo (Citterio canottiere), visitando la mostra fotografica “Milano tra le due guerre: Alla scoperta della città dei Navigli” – prima mostra sulle fotografie di Arnaldo Chierichetti –notò una foto che documentava un viaggio di un gruppo di canottieri. Gli ardimentosi si erano cimentati, nel 1927, nella discesa del Po, da Milano sino a Venezia, proseguendo sino a Trieste e ben oltre…

Chierichetti, ottico di professione ma nel tempo libero fotografo1 e canottiere, partecipò alla discesa come timoniere-fotografo tenendo un diario. Subito queste foto circolarono tra di noi soci della Canottieri. Tutti noi pensavamo a quell’impresa come sogno: magico ma lontano, quasi irrealizzabile. Qualcosa era attecchito nelle nostre coscienze: la volontà di riproporre un raid remiero.

All’epoca, eravamo ancora ben lontani da un vero e proprio programma. Poche settimane dopo, Giacomo iniziò a ragionare in maniera più sistematica, cercando di capirne la fattibilità di quel viaggio al giorno d’oggi. Dopo varie ricerche, ritrovò il percorso compiuto negli anni venti e iniziò a pensare che la cosa potesse essere ancora realizzabile. Trovati i soci pronti a compiere con lui quest’avventura, non mancava che coinvolgere il presidente del CUS-Canottieri San Cristoforo.

Sergio (Passetti, presidente della Canottieri San Cristoforo) aveva già̀ da tempo pensato in maniera indipendente ad organizzare un raid remiero. E così le due idee confluirono in una sola.  Spontaneamente e per affinità elettive noi soci abbiamo iniziato ad aggregarci: formati i due equipaggi, non resta che sognare, appassionarsi, entusiasmarsi e naturalmente allenarsi…Insieme abbiamo affinato il percorso e studiato le problematicità̀ tecniche. Questo ha comportato visite al Naviglio Pavese, al Ticino e a Cremona per vedere il Po. E infine, eccoci qui per cercare di coinvolgere anche voi in questa grande impresa!

Come ci si prepara per remare da Milano a Venezia?

La preparazione ormai dura da qualche mese ed è stata seguita e impostata dal nostro allenatore Luigi Ganino. E’ composta da almeno tre allenamenti a settimana in palestra più le uscite in barca all’Idroscalo nel fine settimana. Ci ha consigliato anche una dieta da seguire poiché a sessione bruciamo circa 950 calorie. La cosa importante però è abituarsi a rimanere concertati in barca per molte ore di seguito: questo comporta innanzitutto essere abituato a remare per almeno 20 Km di fila, ma anche abituare i proprio corpo alla postura da tenere e le proprie mani all’impugnatura del remo. Ciò significa anche farsi dei bei e duri calli sulle mani che aiuteranno a fare in modo che durante tutte le ore di voga non si creino delle ferite ancora più dolorose sulle mani.

Cosa ti aspetti di vedere attraversando l’Italia grazie ai remi?

Mi aspetto di vedere passare tre regioni bellissime con dei paesaggi diversi e variegati. Mi aspetto di immergermi nella natura insieme ai miei amici. Tra di loro abbiamo anche la fortuna di avere un’esperta botanica che ci illustrerà le specie arboricole! Mi aspetto un nonsoché di passato nella modernità della nostra vita quotidiana. In poche parole mi aspetto di fare un’avventura che è stata pensata e progettata con grande passione da parte di tutti noi.

Com’è l’Italia vista dal fiume?

A questa domanda bisognerebbe rispondere ad impresa compiuta. Naturalmente tutti noi sogniamo un’Italia dal sapore diverso da quello che tutti noi viviamo quotidianamente a Milano. Forse un’Italia più lenta, certamente con meno macchine e più bucolica: se questo sia un’Italia solo del passato o forse anche del futuro chi lo sa! Noi ci speriamo e nell’attesa del viaggio continuiamo a sognarci!

Dubbi, ripensamenti?

Assolutamente nessuno. Come un nostro grande amico ci ha ricordato una volta mentre ci apprestavamo a prepararci all’impresa “Quando affronti un compito difficile, agisci come se fosse impossibile fallire. Se stai per andare a caccia di Moby Dick, portati dietro la salsa tartara (cit Jackson Brown Jr.)”. Forse all’inizio non avevamo la certezza di essere pronti; ma indubbiamente tutti noi sin dall’inizio avevamo la volontà di essere pronti. Come ha scritto Richard Bach “Alla fine, quelli che vincono sono coloro che pensano di poterlo fare.” E noi sin da subito lo abbiamo pensato!

Vi riprendete? Racconterete questo viaggio anche attraverso i social?

Certamente cercheremo di essere più social e virali possibili! Abbiamo molti obiettivi ambiziosi durante questo viaggio: e non condividere i nostri traguardi con tutti i nostri sostenitori sarebbe solo una vittoria a metà.

Il primo obiettivo è ovviamente  arrivare a Venezia. Ma oltre a questo, con la nostra impresa vorremo ridare ai raid remieri e al trasporto su fiume in generale. Crediamo che questo tipo di iniziative siano infatti perfetta sintesi tra turismo, scoperta del territorio, vacanza, natura e sport. Infine, desideriamo riscoprire e far conoscere la bellezza e il potenziale di Milano come città d’acqua.

Come vedi, tanti dei nostri traguardi vogliamo che siano condivisi, anche perché è dalla condivisione coi nostri amici e sostenitori che traiamo l’energia per allenarci. Detto questo seguiteci quanto più potete su l nostro sito, facebook , twitter e instagram!

Consigli a tutti di imparare a remare?

A tutti certamente consiglio almeno di provarci! per alcuni diventerà un passatempo piacevole da praticare per tenersi in forma, e potrà gustarsi anche le remate estive in darsena ,con la gente che scende dal tram con la ventiquattrore, alla quale strapperai un sorriso, oppure quelle invernali lungo il naviglio illuminato dalle luci natalizie, per altri come è successo a me diventerà una passione. Non tutti però riusciranno a continuare, Il canottaggio è una disciplina dura: richiede molta sofferenza tanto allenamento e beffardamente concede poche (ma grandi) soddisfazioni. Purtroppo non tutti son fatti per remare… bisogna imparare a conoscere la fatica e la sofferenza del remergometro. Essere pronti a essere messi a nudo costringendosi a misurarsi coi propri limiti. Il canottaggio (soprattutto a Milano) ti fa anelare l’acqua come il bene più prezioso; l’equilibrio e la coordinazione diventano la tua ricerca continua. Il canottaggio è puro Zen: tutto si basa su un gesto, ossessionatamene ripetuto alla ricerca di un miglioramento continuo. Tutti dovrebbero provare a remare; tanti si tireranno indietro altri si innamoreranno. Per questi ultimi eletti inizierà, però, un percorso di continua ricerca della perfezione fatto di specchi d’acqua calmi, respiri e silenzi rotti solo dal ritmo delle pale sull’acqua e in quei momenti sentiranno di essere toccati dalla felicità!

Info: reMI VEri