Dagger Moth Silk Around The Marrow

di L'Alligatore

Recensioni
Dagger Moth – Silk Around The Marrow

Dagger Moth atto secondo. La falena notturna è tornata, con un bel disco rigorosamente autoprodotto. Suonato e cantato quasi tutto da lei (chitarra e giocattolini elettronici che fa partire con incredibile precisione), più qualche ospite di grido (Marc Ribot, qui “solo” voce, il solito Antonio Gramentieri, Franco Naddei), è un disco pensato e meditato più del precedente, senza perdere la sfrontatezza e la voglia di creare la sua musica direttamente.

Dieci pezzi di rara intensità da scolarsi lentamente in solitaria o perdersi in mezzo ad altri a un suo concerto. Un crescendo di sensazioni dall’iniziale “Ovaries”, brano che ti prende lentamente conquistandoti cullando, alla conclusiva, metafisica, vibrante, mastodontica “Event Horizon”: nove minuti e rotti di rock elettrico con Marc Ribot a declamare e Sara/Dagger Moth a rispondere con la sua chitarra inesorabile. Magica la title-track “Silk Around The Marrow”, un mantra tutto suo, stupende “Backbone”, con speciale intro di chitarra che manco Robert Plant … e “A Kinf Of Fire”, quasi folk, strana, dilatata e lirica (dal vivo devono fare entrambe porchissima figura). Ottima anche “Shadowboxing” dal ritmo ipnotico … ma allora dovrei citarle tutte.

Un disco privo d’intermediari, maledettamente rock dal gusto femmineo, con suoni per nulla addolciti, che riescono ancora a dare emozioni autentiche. “Silk Around The Marrow” è così, come si presenta: musica senza fronzoli, veramente cruda, veramente nuda.