Datagate: Marina VS. gli spioni

di Marina Viola

Attualità
Datagate: Marina VS. gli spioni

Carissimo impiegato della National Security Agency,
so che ascolti da tempo le mie telefonate, leggi i miei sms e le mie email. Prima di tutto mi scuso per non aver svelato grossi segreti. Purtroppo non ne ho molti, e quelli che ho li dico a voce. Se vuoi posso mettere una bella microchip in sala, tipo 007, così hai un quadro più completo. Volevo comunque rassicurarti: mia madre sta benone, e mio nipote, malgrado i suoi classici momenti di ribellione contro i genitori, l’altro giorno si è fatto il letto.

Lo so, dirai: perché devi chiamare sempre tuo marito per chiedergli di prendere il latte. Non lo puoi prendere tu, che non fai un cazzo tutto il giorno? Hai ragione, caro signor impegato. Devo dire che, come avrai letto nelle mie email alla mia amica, è un periodo che mi occupo meno del tran tran famigliare e più di quello che piace fare a me. Sono momenti così, che poi passano.

Saprai che sono a Milano da qualche settimana e, come avrai letto, sta andando tutto bene con il libro e con gli amici e la famiglia che mi sono sempre vicini. Mi scuso per aver mandato a Cristina un’email in cui parlavo di ondate d’ansia. Spero che tu non ti sia preoccupato. Volevo farti sapere che sta andando tutto molto meglio.

Volevo anche sottolineare che, malgrado le mie costanti critiche all’amministrazione Obama, sta maturando in me una certa fierezza per il fatto che sia mio presidente. Dillo anche a lui, che anche se critico la violenza della polizia durante le (poche) manfiestazioni politiche, o il profondo razzismo, o il bigottismo americano, sono quasi pronta a chiudere un occhio. E non soltanto perché Barack (mi permetto di dargli del tu) è bello e che sogno di avere le braccia sode di Michelle. Secondo me se si impegna può anche dare dei buoni risultati. Un po’ come la mia prof. del liceo, che diceva intelligente ma non si applica. Ecco, diciamo che vedo le potenzialità.

Spero che ti paghino tanto, caro signor impiegato, perché il tuo lavoro deve essere abbastanza noioso, soprattutto quando non faccio che parlare di scemenze con mia sorella Anna su skype. Pensavo magari di inventarmi dei racconti più piccanti, per farti passare delle belle ore. Magari un lunedì mattina, che so che è dura tornare in ufficio dopo un bel finesettimana.

Ecco, volevo dunque tranquillizzarti: mia madre sta benone, e le sorelle anche. Dan e i bimbi anche. Il cane ha delle allergie, ma cerco di non pensarci.
Se hai bisogno, posso mettere una buona parola per te quando devono decidere a chi dare degli aumenti di stipendio.

Ti abbraccio,
Marina