A Dave non interessa TikTok

di Redazione Smemoranda

Recensioni

Di solito, se sei famoso, qualcuno che ti odia c’è sempre. Ancora di più se sei un musicista, e ancora di più se sei un rapper. Invece Dave, boh, è un caso strano: tutti lo amano, in Inghilterra, ma non solo.

Chi è Dave, il rapper al n.1 delle classifiche inglesi

Nel 2019 il suo primo album, bellissimo, Psychodrama, si è portato a casa i premi più importanti del Regno Unito, Brit Award e Mercury Prize. Appena prima che scoppiasse la pandemia, un filmato della sua performance a Glastonbury ha rotto l’internet, perché ha preso un tipo a caso dal pubblico per portarlo sul palco, e quello ha cantato tutto il pezzo con lui in modo meraviglioso. Cos’altro? Hmm… ha pubblicamente chiamato razzista il primo ministro inglese Boris Johnson, è diventato un’icona dei movimenti per i diritti dei neri, ma è stato adottato anche dal mondo della moda, che l’ha coperto da capo a piedi di Louis Vuitton e simili. Tutto questo, a vent’anni.

We’re all alone in this together

Adesso esce il secondo disco di Dave, e l’onda di positività diventa ancora più alta. Ci sono i featuring dei due artisti fondamentali dell’Inghilterra dell’ultimo lustro, Stormzy e James Blake, c’è l’attenzione del mondo, le recensioni entusiaste dei giornali, ammesso che contino ancora qualcosa. E soprattutto c’è lui che rappa di pasta con i gamberoni, che credo sia la prima volta in un disco inglese.

Ma tutte queste belle cose che stanno capitando a Dave, sono giustificate? Ovviamente è una domanda che non ha senso. Però possiamo dire tranqullamente che questo We’re all alone in this together è un grandissimo disco, che riesce a tenere insieme tutto: il rap, il pop, il ritornello orecchiabile e il messaggio politico. E intendiamoci, il problema dei rapper quando parlano di politica è sempre la credibilità. Perché insomma… è la vecchia storia dei comunisti col Rolex, no? Qualcuno ci ha fatto pure un disco. Però Dave riesce a camminare su quel filo sottile. Fin dalle prime parole della prima canzone: “Sono un giovane nero bellicoso. Figlio di un immigrato. Ho uno stile di vita frivolo.” Ecco.

Dentro We’re all alone in this together tutto rimane estremamente credibile, c’è un punto di equilibrio tra il vantarsi, bere liquori e illudere la donna che è tipico del rap, il discorso politico che diventa analisi personale, perché, insomma, già lo dicevano negli anni Sessanta che le due cose erano legate, no? E magari a qualcuno non piacerà il tono da sermone che Dave prende a volte, ma insomma, questo è un disco rap del 2021 che non sembra fatto pensando a come diventare virali su TikTok: evviva!

È fatto, invece, per quello a cui serve il rap, da sempre: raccontare delle cose. Raccontarle bene. Con qualche hit in mezzo, per carità, che certo non fa male.