Davide Paniate: il mio prof preferito? Quello di educazione tecnica

di Giovanna Donini

News - Scuola

Sono i comici più importanti ed amati in Italia, ma ieri chi erano a scuola, che voti prendevano, quali prof odiavano o amavano?

Oggi intervisto Davide Paniate, comico, presentatore, autore, braccia rubate alla farmacia e prestate al mondo dello spettacolo. Con il trio i Boiler ha fatto ridere tutta Italia per anni, facendo parte del cast fisso dei comici di Zelig in onda su canale 5 in prima serata. Con Katia Follesa ha condotto Zelig Off. Insomma con la sua comicità, la sua penna e la sua testa ci ha regalato momenti indimenticabili.

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Foto: @chiaravitellozzi

1. Ciao Davide, che scuola hai fatto?
L’Istituto Tecnico commerciale Ragionieri Programmatori.

2. A scuola eri uno da primo, da secondo o da ultimo banco?
Penultimo banco…un moderato.

3. La materia che amavi di più? E quella che odiavi di più?
Non amavo il diritto commerciale, mi piaceva la ragioneria ma non da strapparmi i capelli.

4. Nella tua vita da studente qual è stato l’anno peggiore? E il migliore?
Non ci sono stati peggiori o migliori. Non sono mai stato né bocciato né rimandato. Mi piaceva andare a scuola. Mi piaceva stare con i miei compagni di classe. L’anno della maturità è stato magnifico.

5. Eri uno che copiava o che passava?
Copiavo informatica dal mio amico Stefano. Ero negato, lui un genietto. Per il resto assolvevo il mio ruolo di passa foglietti come tutti.

6. C’è un prof che è entrato spudoratamente nel tuo cuore? E uno o una che ti ha fatto molto male?
C’era un prof. di Educazione Tecnica, Cevolani, uno dei più severi mai visti, era temuto da tutto l’istituto, un prof d’altri tempi. Era il mio preferito. Aveva le sue regole. Bastava seguirle. Aveva un dono. Era capace di sorridere.

7. Quando eri tra i banchi di scuola sapevi già che avresti fatto il comico di mestiere? Se no, che mestiere sognavi di fare?
Ma va! Sapevo che avrei fatto l’università come poi è stato (Farmacia). Ero il classico ragazzino dalla battuta pronta. Quello che faceva ridere i compagni. Non più di tanto forse…

Riuscite a trovare Davide in mezzo ai suoi compagni di classe? La risposta in fondo all’intervista!

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8. Chi è il compagno di scuola che non dimenticherai mai?
Non eravamo una classe, eravamo un gruppo. Non dimenticherò mai Stefano, il genietto di informatica grazie al quale, copiando, ho rischiato mi cambiassero materia dell’orale alla maturità (all’epoca si portavano due materie a piacere ma c’era l’opportunità da parte della commissione esterna di darne una a piacimento). Stefano abita a Milano. Ci vediamo spesso. Non mi passa più i compiti.

9. Come sono secondo te gli studenti di oggi?
Diversi ma uguali. Diversi perché non potrebbero essere come noi negli anni ’80. È cambiato il mondo, è cambiata la scuola, sono cambiati gli studenti. Uguali perché sono comunque ragazzi e in quanto tali devono affrontare le problematiche di tutti gli adolescenti

10. Cosa stai portando in scena oggi? Di che parla il tuo spettacolo?
La mia comicità (mia e dei miei soci Ale Betti e Fede Basso) si basa su cose semplici, non volgari, talvolta sottili. Parliamo degli umani, alcune loro caratteristiche, alcune loro manie.

11. Che consigli ti senti di dare ai ragazzi che affronteranno questo periodo difficile chiusi in casa?
Restate leggeri. Cercate di occuparvi la giornata con più cose possibili. Fate tutto quello che non siete abituati a fare e che quando saremo di nuovo liberi di uscire non avrete tempo di fare. Si possono scoprire cose fantastiche.

12. Com’è stata la tua maturità?
Leggera. Non mi interessava il punteggio. Sapevo che avrei fatto l’università e che non potevano bocciarmi. L’ho vissuta come la fine di un’era nella quale sono cresciuto e mi sono divertito.

13. Il verbo bigiare ti dice qualcosa? Quale verbo si usava dalle tue parti per dire quando saltavi scuola di nascosto? E tu eri uno che lo faceva spesso?
A Genova guarda caso si diceva “marinare”, termine che, in questo caso, nulla ha a che fare con la cucina. Io l’ho fatto solo una volta dichiarandolo ai miei genitori quando già ero maggiorenne e avevo la firma sul libretto per cui… ho sempre avuto un bel rapporto con i miei, se non volevo andare a scuola, per un buon motivo, glielo dicevo. Ero un bravo ragazzo.

14. Che voto ti dai per tutto quello che hai fatto, fai e farai?
Nonostante la mia genovesità intrinseca che tende sempre al mugugno, do un bel 9 alla mia carriera scolastica, (università compresa), 9 al mio coraggio di abbandonare tutto e decidere di fare il comico/presentatore a 30 suonati (20 anni fa!), 7+ per la carriera fatta fin qua (ho avuto grandi soddisfazioni), un “è bravo ma può fare di più” per il futuro…

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RISPOSTA 
Il secondo in alto a destra ultima fila. Insomma quello con la camicia a quadri verde.

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