Death’s Door: la morte è sempre divertente

di Redazione Smemoranda

Recensioni

Mettetevi nei panni di uno studio che deve disegnare un nuovo videogame. L’idea è che sia leggero e divertente, un vero passatempo in senso positivo. Quindi, idea: perché non fare un bel gioco sulla morte?
Che poi, noi scherziamo, ma a ben vedere la morte ha ispirato un bel po’ di videogame. Ok, magari non sono così tanti, ma alcuni sono davvero storici, come Grim Fandango.

C’è sui nostri PC e sulle nostre Xbox un nuovo gioco che parla della morte. E per carità, magari non sarà un capolavoro da ricordare nei decenni a venire come è stato Grim Fandango, ma è esattamente quel meraviglioso passatempo che volevano creare gli sviluppatori dello studio inglese Acid Nerve. Si intitola Death’s Door, e effettivamente si svolge alle porte della morte, degli inferi, insomma quella roba lì.

Un corvo che trasporta anime

Poi a noi non fanno fare esattamente IL tristo mietitore, ma una specie di impiegato della megaditta della morte: siamo un umile corvo, che ha il compito di trasportare le anime verso il loro destino. Finché un giorno non ci viene dato un incarico diverso dal solito, trovare una cosiddetta anima gigante. E noi eseguiamo. Peccato che sul più bello, ci fregano l’anima. Proprio tipo rapina. E lì comincia tutta l’avventura per recuperarla.

Tutto il gioco è pieno di tocchi di humour molto nero e molto inglese. Del resto, si scherza sulla morte, perché, insomma, siamo uomini, cosa altro ci vuoi fare, con la morte?

Divertirsi con la morte

Ma al di là di ogni rilievo filosofico, e di ogni appunto sulla trama (che poi per quanto riuscita non è il piatto forte di questo Death’s Door)   c’è un gioco davvero solidissimo, che ci porta in giro per un mondo strano e ci fa combattere mostri e fantasmi grandi e piccoli, in un super remix di idee fantasy da tutto il mondo – ci sono anche momenti che sembrano presi di peso da un film di Hayao Miyazaki.

E allora, certo, di giochi di ruolo con poco ruolo e tanta azione, presentati con la classica visuale isometrica di tre quarti, ce ne sono davvero a carriolate. Però è raro trovarne uno così raffinato, così equilibrato come Death’s Door. Che è tutte e due le cose che stiamo cercando da un gioco in questo momento storico: divertente e rilassante. Anche se parla della morte, non importa.