Dellai: “I ragazzi non censurano la loro natura, ma cerchano approvazione”

di Irma Ciccarelli

Le Smemo Interviste
Dellai: “I ragazzi non censurano la loro natura, ma cerchano approvazione”

I Dellai, i fratelli Matteo e Luca Dellai, sono tra i concorrenti del prossimo Festival di Sanremo e hanno scelto il brano “Io sono Luca” per farsi conoscere dal grande pubblico.

Ma, chi è Luca?! Spiega Matteo Dellai, cantante del duo a proposito del brano: Tutti siamo Luca. Tutti siamo caduti e abbiamo imparato a planare per non cadere ogni volta, ci siamo sentiti sbagliati e non adatti: insomma, abbiamo dovuto tutti fare i conti con una vita che spesso ci ha insegnato che la realtà può essere più dura di quella che potevamo immaginare, e ci ha trovato impreparati, mostrando è proprio dietro a queste esperienze…”

Non solo! Con i Dellai abbiamo parlato di tanto altro, per esempio ci hanno raccontato che tipi di studenti sono stati alle Scuole Superiori!

Tutti i dettagli nella nostra intervista!

Dellai: l’intervista prima di Sanremo 2021

Descrivetevi con una canzone, non vostra, motivando la vostra risposta! Chi siete?

Luca_È difficile riuscire a descrivermi con una sola canzone perché ascolto tanti generi musicali. Devo dire che in questi giorni sto riascoltando molte canzoni che fanno parte del mio passato e quella che subito mi ritorna più in mente è “Luci a San Siro” di Roberto Vecchioni: credo che sia uno dei brani che mi emoziona di più, proprio come me, che in questo momento sono emozionatissimo.

Matteo_Direi “Attenti al lupo” di Dalla ed è una canzone alla quale siamo legati sin da piccoli, da quando nostro padre ci portava a scuola con questo brano in sottofondo, probabilmente la prima che ho imparato. Siamo due fratelli, o meglio gemelli, che sognano di fare della musica la loro vita. Siamo cresciuti insieme, abbiamo litigato, ci siamo disuniti e siamo stati distanti, ma la musica riesce ad essere per noi un ottimo collante. Scriviamo canzoni e non abbiamo nessuna voglia di smettere.

Come è nato il vostro rapporto con la musica?

Luca_Da quando eravamo piccoli ascoltavamo musica in macchina con i nostri genitori, poi, arrivato alle scuole medie, per via di una ragazza che mi piaceva ho iniziato a studiare chitarra nel suo stesso corso, sperando che mi notasse. Con i primi 4 accordi imparati ho scritto una canzone per la ragazza in questione, che ha continuato a snobbarmi comunque, ma io avevo trovato un’ amica migliore, la musica.

Matteo_Siamo legati alla musica sin da piccoli, da quando trovai in garage una chitarra, poi iniziando a scrivere i nostri primi testi e le nostre prime canzoni verso i 14 anni.

Quest’anno parteciperete al Festival di Sanremo. Perché proprio quest’anno e perché proprio Sanremo e non, magari, un talent?

Luca_Credo fortemente nel destino, e penso che le cose siano andate così perché doveva essere così. Ho provato a fare audizioni a talent come Amici e XFactor, ma la svolta è arrivata quando io e mio fratello abbiamo deciso di lavorare insieme, cosa successa solo negli ultimi anni. Nei mesi scorsi abbiamo deciso di metterci alla prova con il concorso di Area Sanremo e a quanto pare, la prova è andata bene.

Matteo_Io mi ripeto sempre che se le cose accadono è perché il destino ha voluto che fossero così: ci siamo iscritti un po’ per gioco e siamo arrivati fino a qui, non sembra vero. I talent sicuramente sono una strada altrettanto valida che ancora non abbiamo preso in considerazione. Mai dire mai.

Qual è stato il vostro Sanremo più bello da telespettatori?

Luca_Ce ne sono diversi, ma l’anno in cui ha vinto Gabbani lo ricordo particolarmente.

Matteo_Penso Sanremo2020: mi viene in mente Fiorello, Morgan e Bugo, Tiziano Ferro, e tante risate fatte sul divano con gli amici.

Io sono Luca è il brano con cui parteciperete a questa edizione. Com’è nato?

Luca_Il pezzo originariamente nasce nella stanzetta di mio fratello Matteo, circa un anno fa, già al primo ascolto pensai che fosse un grande pezzo capace di raggiungere dei buoni livelli. Appena abbiamo deciso di partecipare ad Area Sanremo, abbiamo cominciato a lavorarci assieme, anche se poche modifiche son bastate a renderlo quello che è oggi.

Matteo_ Queso pezzo è nato a inizio quarantena: sentivo il bisogno di raccontarmi in maniera più dettagliata rispetto al solito, e ho deciso di scrivere una canzone che parlasse di me. Inizialmente, il titolo era “Castelli di Carte”, e il testo era diverso. Solo verso la fine dell’estate 2020 abbiamo capito che quel brano poteva diventare “Io sono Luca” e così è stato.

Cosa sperate di far partire dal palco di Sanremo? A cosa dovrebbe dar vita Io sono Luca?

Luca_Speriamo che nasca attenzione attorno al tema della canzone, e che le persone, soprattutto i ragazzi, riescano a ritrovarsi all’interno del testo, dando così un nuovo punto di vista ai problemi di ognuno di noi.

Matteo_Speriamo che le persone, soprattutto ragazzi e ragazze come noi, si riconoscano nel testo e che riescano a trovare un appiglio nei loro momenti di difficoltà. Per quanto possa essere incompresa e banale questa la frase “avere 14, 16, 20 o 30 anni oggi non è facile”, ed è vero, anche io l’ho vissuto e lo sto vivendo sulla mia pelle. Viviamo in una condizione precaria, di odio facile, spesso ci affidiamo a risposte rapide trovate su qualche social, per poi accorgerci il giorno dopo che per noi, non sono abbastanza.

Vorrei che approfondisse questi versi: “E si vergogna tra gli altri a parlare. Da quando suo padre non torna a Natale. Ha paura di uscire, dei treni affollati. Di amare una donna, restare incollati”. Ci sono molti giovani che non riescono a comunicare le loro emozioni, paure e questo sembra fuori dal tempo dato che siamo super connessi. È una generazione di individui che censurano la loro vera natura?

Luca_Siamo di fronte a un cambio generazionale importante, i giovani sono sempre più lasciati soli a vivere un mondo sempre più diverso rispetto a quello dei nostri genitori. Il futuro che si presenta davanti, purtroppo, è sempre più incerto, ma credo fortemente nel potere della gioventù. Non penso che i ragazzi censurino la loro natura, ma semplicemente cerchino approvazione, come sempre più nella vita d’oggi, e se potessi dare un consiglio mi sentirei di dire di trovare le risposte ai nostri dubbi più grandi dentro di noi, e non negli altri. Ognuno deve essere libero di esprimersi, non solo perché è giusto, ma perché è il diritto di ognuno.

Matteo_No, è insito nella natura dell’uomo cercare di nascondere le proprie paure per non mostrarsi debole. Oggi sui social tutto appare, istantaneamente e senza sosta, è normale che questa incessante esposizione spinga i ragazzi a trattenere per se i lati più veri e profondi, mostrando il lato più conforme alle aspettative sociali. Sui social non si vede la faccia oscura della luna

Siete due giovani artisti. Quali sono le trappole in cui rischia di cadere un emergente? Quali avete evitato finora?

Luca_La trappola più grande è la paura di non essere all’altezza di fare qualcosa, qualunque sia; la fiducia in se stessi è una caratteristica con la quale non tutti nascono, non per questo puoi permettergli di bloccarti, basta solo accorgersi della presenza dei propri difetti e pregi, accettarli per quello che sono e andare avanti, con la tua vita sotto il braccio e il mondo davanti.

Matteo_Non fermatevi. Le trappole sono un’infinità, il segreto è non fermarsi, mai. Il tempo per piangere ci sarà, tenetevi strette le persone a cui tenete e lasciate andare quelle che non vogliono o non possono stare con voi, se si tiene questo concetto chiaro in mente, non esistono sgambetti che vi possano rallentare.

Che tipo di studenti eravate alle superiori?

Luca_Quando sono arrivato al liceo sembravo un alunno di quinta elementare e le cose non erano proprio come me le immaginavo: i primi anni ero uno studente normale, bravo in alcune cose, meno in altre, ma stavo parecchio sulle mie. Negli ultimi due anni di scuola ho iniziato a sentirmi più sicuro di me, sperimentandomi nelle mie prime relazioni, scrivendo sempre più canzoni, con l’aiuto costante della musica, che devo dire, rinforzava il mio già debole potere seducente.

Matteo_Ero testardo, discutevo con i professori e facevo sentire la mia voce quando le cose non mi andavano bene. Ho molta stima della persona che ero a quel tempo, perché sapevo quello che volevo e me lo andavo a prendere, ero deciso, diretto, ma non nascondo che molte volte sbagliavo

Avete un ricordo particolare legato al diario Smemoranda?

Luca_Sinceramente ho utilizzato per anni i diari smemoranda e ricordo perfettamente quello del 2010 color argento pieno di fogli, disegni, scritte dediche.

Matteo_Ricordo bene quando andavo a comprare il diario all’inizio delle scuole medie e superiori, spesso rimaneva bianco per la gran parte dell’anno, e ricordo anche che Luca aveva una fissa per i diari Smemoranda

Quale frase di Io sono Luca vi piacerebbe vedere sul diario di Smemoranda?

Luca_“Luca ha una scusa buona per ogni suo sbaglio, tipo che è costantemente in ritardo, pare Schumacher che vola al traguardo, una testa a metà e una fissa col calcio”

Matteo_“Però Luca in fondo con gli amici sta bene, non si vergogna quando deve parlare, ha un chitarra ma non sa suonare, disegna i pregi sopra il costume che gli hanno fatto indossare”

Cosa vi augurate?

Luca_Di essere più felici possibile, e lo auguro anche a tutti voi, perché in fondo tutti ci siamo meritati valanghe di felicità dopo il periodo che abbiamo affrontato. Speriamo di contribuire anche noi, a portare qualche sorriso in più, con la nostra musica.

Matteo_Merda, merda, merda!!! ( tanta fortuna)