Dente racconta il suo ultimo album

di Laura Giuntoli

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Dente racconta il suo ultimo album

Abbiamo incontrato Dente al bar, era lì a presentare L’Almanacco del giorno prima, il suo album nuovo, nei negozi dal 28 Gennaio. Registrato tra le mura di una ex scuola elementare buttata in mezzo alla campagna di Busseto, dalle sue parti, L’Almanacco del giorno prima suona 12 canzoni inedite che, ci dice Dente, ne fanno il suo disco più personale. E più indipendente, anche se l’etichetta è la Emi.

«L’ho fatto da solo, come lo volevo, in religioso ritiro. Era estate, caldo torrido e zanzare. Ho preso uno scantinato in affitto, che di notte, a luglio, ci faceva freddo e accendevo il riscaldamento. Vicino alla scuola dove registravo c’era un bar, e al mattino i vecchietti bevevano il bianchino e giocavano a carte. Non prendeva neanche il telefono, sono stati due mesi fuori da tutto.»

Così è venuto fuori un disco sospeso nel tempo, con un’aura vintage, ma non per moda: «Ho preso ciò che mi piace degli anni Sessanta, ma i testi no, quelli sono diversi. Chi mi paragona a Battisti proprio non lo capisco, la mia scrittura con Mogol c’entra poco, senza nulla togliere a Mogol. E senza nulla togliere a me. Piuttosto, sono stato in Brasile con i Selton, aprivo i loro concerti cantando in italiano, chitarra e voce. E in questo album ho messo un po’ di Messico, che nella mia testa è il Sudamerica».

«Almanacco perché è una specie di calendario, ma della vita che non è stata. Racconta ciò che sarebbe potuto succedere, se. Vite possibili che non abbiamo vissuto, strade che non abbiamo imboccato al bivio. L’ignoto mi incuriosisce. Mi piace anche ricordare cosa pensavano del futuro nel passato, come quando negli anni ’50 immaginavano il 1985 con le macchine volanti. Forse perché non mi sono mai sentito a mio agio nel presente. Invece amo il passato: prima era tutto meglio, anche la TV. Del futuro mi rode che devo morire, voglio sapere come va a finire il mondo. Allora è meglio morire tutti quanti insieme. Perché se c’è qualcuno che sopravvive allora c’è ancora qualcosa da vedere.»

L’ispirazione viene dal programma Rai degli anni Settanta “L’almanacco del giorno dopo”, che parlava di agricoltura, previsioni del tempo, santi e proverbi. Nelle canzoni di Dente invece si parla d’amore, quando va male: «L’amore non è bello nemmeno qui (“L’amore non è bello” è il titolo del sui disco precedente ndr). È una cosa terribile, anzi, è una cosa terribilmente bella. M’innamoro di donne angelo dai lunghi capelli, vestite di bianco, perché mi fanno soffrire. Poi ci piango sopra con le mie canzoni. Sono uno che vuole troppe cose e poi non ha niente. “Chi troppo vuole nulla stringe”, diceva mia nonna. Potrebbe essere il titolo del prossimo album.»

E poi, Dente ci tiene a precisare: «A Sanremo quest’anno non ci vado perché non mi sento pronto. Preferisco fare le cose che non mi spaventano. Non sono un musicista: suono la chitarra per cantare le mie canzoni, e le canto come mi viene. Canto per dare voce a quello che ho scritto. Non sono capace di fare gli arrangiamenti, per questo vengono fuori cose semplici. Io so fare solo l’essenziale. Così L’Almanacco del giorno prima lo porto in tour in teatro, perché gli va data la possibilità di essere ascoltato per bene»

Tracklist
1. CHIUSO DALL’INTERNO
2. INVECE TU
3. MIRACOLI
4. FATTI VIVA
5. AL MANAKH
6. UN FIORE SULLA LUNA
7. CONIUGATI PASSEGGIARE
8. GITA FUORI LUOGO
9. CASA MIA
10. MEGLIO DEGLI DEI
11. I MIEI PENSIERI E VICEVERSA
12. REMEDIOS MARIA

(foto in home page di  Ilaria Magliocchetti Lombi)