Destinazione Freetown

di L'Alligatore

Recensioni
Destinazione Freetown

Un libro che metterà in difficoltà i librai: dove lo metti, un fumetto così? Parla di viaggi, ma non è un libro di viaggi. Ci sono dei disegni da archittetti, degli ospedali di Emergency in giro per il sud del mondo, ma non è un libro di architettura, o di ospedali, o un semplice opuscolo di propaganda della bella impresa di vita del nostro amico Gino Strada. Ci sono delle memorie di un immigrato africano, stufo dell’Italia dove aveva deciso di vivere, che ritorna a casa … ma non ci sono solo memorie.

E allora Italia, poi Libia, Darfur, Africa Centrale, e alla fine Freetown, Sierra Leone, è questo “il viaggio all’incontrario” (mi ricorda quella canzone di Paolo Rossi), compiuto da Khalid, con ironia, contro i luoghi comuni, e fermandosi negli ospedali di Emergency, che gli autori conoscono bene: Raul Pantaleo, architetto e grafico, impegnato nei progetti Emergency, ha progettato e realizzato diversi centri sanitari in Africa, con Marta Gerardi fa parte di Tamassociati – Architettura e Comunicazione per il sociale, idea aperta e partecipativa del mestiere dell’architetto e del grafico, molto impegnati nella cooperazione internazionale.

Anche da queste note si potrà comprendere l’unicità del progetto, innovativo nelle immagini come nel coniugare poesia e bellezza estetica dei centri ospedalieri, con dettagli tecnici affascinanti. A tratti fiaba, apologo pasoliniano, didascalico senza essere noioso, utile perché perfettamente al servizio di un’idea per un’umanità nuova. Non una storia vera, ma maledettamente reale.

Da leggere assolutamente.