Recensioni
Devil

Tipo:

“Buonasera, signora.”

“Brutto tempo, oggi, vero?”

“Eh, non c’è più la mezza stagione.”

“Bè, arrivederci.”

Ma c’è di peggio. Come rimanere bloccati con quattro sconosciuti nell’ascensore di un grattacielo a Philadelphia. Soprattutto, se mentre siete chiusi lì dentro, iniziano ad accadere cose a dir poco inquietanti. Cose che vi portano sull’orlo di una crisi di nervi.

Ecco la premessa di Devil, il nuovo horror a basso costo firmato da M. Night Shyamalan, il regista che ha conquistato Hollywood con film come Il sesto senso eUnbreakable… ma dal duemila in poi ha prodotto pellicole – come dire – un po’ meno riuscite. “Firmato da”, perché lui non è il regista di questo film, ma ha semplicemente sviluppato il soggetto, per affidarlo poi alle mani dei fratelli Dowdle, registi americani conosciuti finora solo per il poco riuscito horror Quarantena. Cosa significa, tutto ciò? Bè, che le premesse di questo Devil, non è che fossero proprio le migliori…

Nell’ultimo periodo, a Hollywood sono di moda i film girati con ambientazioni minime: questo Devil, che si svolge per la gran parte dentro il maledetto ascensore, è ad esempio appena un po’ meno estremo del recente Buried – Sepolto, dove il protagonista era sempre all’interno di una bara. Si tratta ovviamente di esercizi di stile, che devono essere condotti con estrema efficacia, soprattutto per quel che riguarda lo svolgersi della storia e i dialoghi. Ed è qui che Devil casca un po’, perché in molti momenti l’effetto è respingente, si ha l’impressione di assistere a uno spettacolo teatrale un po’ pretenzioso messo in piedi da un cast di attori solo medi, e non eccezionali come servirebbe.

Devil sarebbe potuto – avrebbe dovuto – essere un thriller soprannatural-religioso claustrofobico e teso fino alla fine. Invece, la suspense si affloscia troppo spesso. Il peccato peggiore – e scusate il gioco di parole – di questo diavolo, è che ha messo l’asticella troppo in alto, e poi non riesce a mantenere le promesse.