Diario di un comico allegro dal backstage Zelig Circus

di Fabio Di Dario

Recensioni
Diario di un comico allegro dal backstage Zelig Circus

#PrimaPuntata…

bene, sto percorrendo Viale Puglie e guardando alla mia destra penso “dovrebbe essere qui sto tendone…”. Altri 10 minuti e niente. Poi vedo un cartello con scritto Lombardia sbarrato in rosso…  Mi sa che ho esagerato… inchina, lo sapevo che dovevo guardare anche a sinistra! Ripercorro la strada a ritroso e per essere ancora più preciso anche in retromarcia (torcicollo e lussazione della spalla inclusi). Ecco che scorgo il mitico tendone del circus! Me ne accorgo da un enorme camion di mediaset ultra tamarro con tipo 12 ruote, vetri neri e anche alettone! Sai che figata girare a Milano con una roba del genere?? Certo le percentuali di riuscire a parcheggiarlo oppure di fare sei al superenalotto sono pressoché identiche, ma quantomeno sai che le precedenze sono tutte tue. Parcheggio la mia vettura di 3,58 metri con estrema disinvoltura nel senso che andava dove voleva lei visto che ho scelto l’unica area piena di fango: per girare dovevo frenare e per frenare dovevo girare. Sceso dall’auto, camminare in quel pantano mi ha dato la stessa sensazione di quando nei sogni cerchi di correre e invece sei di una lentezza straziante e non riesci nemmeno a parlare (inchia che sogni di mmerda!!).  

Ma ecco Rocco Il Gigolò! Faccio un cenno di saluto, non voglio disturbarlo perché si sta riscaldando per il pezzo della serata. L’unica cosa è che lo sta facendo con il costume di scena (pantaloncini e maglietta maniche corte) con -3 gradi… non è il massimo per scaldarsi ma starà attuando il metodo Stanislavskij.

Entro, alla mia destra l’area trucco e parrucco e chi ti vedo? Minchia Fabbrizio Corona! No dai non può essere, mi avvicino, incomincio a prenderlo per il culo e lui mi risponde con la voce di Giovanni Vernia. Il dubbio che possa essere davvero Giovanni mi assale e diventa certezza. Mi allontano repentinamente per evitare che la figura di merda sfoci in rissa. Poco oltre al trucco 2 ragazze del corpo di ballo: le saluto ma forse un po’ troppo languidamente perché ricambiano con la classica espressione del tipo “ecco un altro depravato!”. Sorpreso dal loro sesto senso spiccato mi giro e mi trovo di fronte al “povero Salvatore” dei Beoni. Lo guardo, guardo la sua camicia… credo sia daltonico. Non me lo ha mai detto ma me lo fa pensare il colore della sua camicia: un misto tra un color prugna, un rosa antico e un mattone moderno.

Vado avanti e vedo Maria Pia Timo e Nadia Puma, bacino a tutte e due, sono contento perché le vedo belle cariche e toniche (solo perché mi avevano scambiato per Bisio). Imbocco il minitunnel che porta all’area relax artisti ed ecco che viene verso di me Bruno dei Fichi d’India! Che i Fichi sono pazzeschi perché non li vedi mai insieme eppure sono assolutamente complementari, infatti a Bruno ho chiesto cosa avesse mangiato e mi ha risposto dicendomi che le sigarette le aveva dimenticate in macchina mentre Max alla mia domanda “Ma tu fumi?” mi fa: “Sono stato leggero, solo un po’ di bresaola”.

Continua e vedo Maria di Nuzzo e Di Biase le chiedo dov’è Corrado e mi dice: “Dov’è??!! la domanda giusta è: dove va lasciato?!”. Inchia allora su palco non recita!! Poi capisco la risposta perché vedo Corrado tornare e dire: “Tesoro, il panino con la salamella non era il massimo, tu piuttosto hai finito di trascrivere il pezzo??”.

Stavo per abbozzare una frase di circostanza quando mi arriva un coppino esagerato da dietro con conseguente spostamento della colonna vertebrale e una bella vocina che dice: “Wè, patacca!!” Era Giuseppe… Giuseppe Giacobazzi in fase sigaretta post cena. Ho capito perché è così tranquillo prima della serata: oltre all’esperienza usa i coppini come valvola di sfogo!!

A proposito di Big… ma vogliamo parlare di Paolo Migone senza occhio nero e camice bianco? E’ un’altra persona, un figo… un… ok ok mi fermo!

Comunque, ad un certo punto arriva per tutti il momento di urinare mi faccio dire dov’è il bagno e vado… ma sbaglio perché apro una porta e mi trovo nel camerino di Anna Maria Barbera, Sconsolata! Il fatto è che ci arrivo con il pantalone mezzo slacciato e la faccia del tipo che era con lei era tra l’incredulo e il “adesso ti uccido”. Mi giro e fuggo.

E chi ti becco? Il Mago Forest, Michele Foresta! Lo saluto e mi dice dandomi le chiavi della sua macchina: “L’ho parcheggiata a destra dell’entrata”. Dunque 2 sono le cose: o mi ha scambiato per un parcheggiatore o ha pensato che lo stessi rapinando.

Proseguo e vedo il mimo, Simone Barbato che sta cantando “all’alba vin n n ceroooooò“!! Cazzo ma è bravo a cantare, l’unica cosa strana e che lo sta facendo mentre tira delle testate al quadro luci. Scappo prima che decida di cambiare il suo punto di sfogo con me!

Arrivo dietro al palco e vedo lui… il mitico Bisio… con una parrucca in testa!! Gli faccio:” Inchia Claudio ti sono ricresciuti i capelli!” E lui guardandomi in testa:” Inchia Fabbio invece tu non hai speranze!”. Ho pensato chissenfrega dei capelli, cioè voglio dire, Bisio si è ricordato del mio nome! Bisio! Fanculo al resto!!

Attraverso la platea per raggiungere il foyer dove accolgono il pubblico e mi fermo un attimo ad osservare il palco… diamine che effetto… scenografia tutta fatta con le cassette in legno della frutta! Spettacolo… inchia pensa a spegnere un mozzicone di sigaretta su palco! Ti danno l’ergastolo per tentata strage! C’è qualche stand dove ti danno degli assaggi di vino aggratis!! Perfetto è il mio punto di riferimento… ne assaggio uno, poi due , tre quattro cinque sei… Bello appagato ritorno verso i camerini… ormai l’effetto dell’alcol pìù che effetto sta diventando una minaccia: saluto chiunque più volte, ricordo di aver salutato il mitico Ennio Marchetto chiamandolo
Brachetto… Poi vedo Andrea Perroni, c’è anche Marco Guarena… più avanti Teresa Mannino più avanti ancora si materializza una bottiglia di vino che mi dice: “adesso sono cazzi tuoi!”. La situazione mi sfugge di mano, intravedo i Boiler (Basso, Paniate e Cinelli) li saluto sbiascicando e mentre tento di raggiungere una sedia penso:”Ma quanti comici ci sono!?? Ma è una figata!”. Poi sento qualcuno che grida:

“Si inizia! 3-2-1…” Inizia la musica,

riesco a percepire quel pazzo di Giuliano Palma che intona la grandiosa sigla di Zelig… che Giuliano se anche non lo guardi riesce a farti capire cosa sta facendo… la sua voce ha corpo, il corpo è la sua voce… Sfuma la musica, sfuma tutto… sono nella fase R.e.m… quando riapro gli occhi sono le 10.34 del mattino. Quindi se volete
conoscere ciò che è successo durante la serata non vi resta che sintonizzarvi stasera su canale
5…!