Diario di una donna diversamente Etero-DIVERSAMENTE LESBICA

di Redazione Smemoranda

Storie di Smemo

Ho un’amica parecchio bella.

Lei ha avuto la sua prima storia con una donna a 18 anni, lo ha detto subito ai suoi genitori che, essendo molto free e molto cool e molto yeah, insomma molto inglesi, l’hanno presa come una notizia “very trendy and very happy and God Save The Queen, oh si, si e si…”.

Da quando la conosco, e sono circa 15 anni, la mia amica ha avuto tantissime donne. E di ogni tipo. Lei che è molto “femme” è stata con: donne bucth, femme, rasate, “chiomate”, tristi, allegre, depresse, bionde, more, rosse, cattive, eleganti, disgraziate, dolcissime. E con tutte queste donne, lei ha avuto relazioni: lunghe, corte, istantanee, infinite, bellissime, strazianti, noiosissime, perfette, sbagliate, giuste, false, vere.

Ma.

Seduta al bar mi dice, con faccia stanca, che con nessuna di queste donne ha mai sentito “quella specie di cosa che ti viene tra lo stomaco il cuore le scapole e la gola e perfino non lontano dal malleolo che, soprattutto, ti fa salire molto, molto, in alto”. Insomma, tante storie, zero farfalle. Insomma, che ne sai tu di un campo di grano.

Ma.

Allora chiedo io: ma nemmeno con la prima? No, no, no, dice lei, nemmeno con la prima che è stata si un’emozione, ma, forse solo, perché era la prima.

Aia. Fa maluccio al cuore questa cosa qui. Che uno non sente amore ed elettricità, ma solo qualcosa che ti sposta appena, appena poco più in là. Fa maluccio, ma la prima lo sa? Meglio di no.

Ma.

Allora dico io: Forse sei solo una che non si innamora mai. Queste persone esistono, sai? Boh, boh, boh, dice lei, non lo so. Certo, però, è che mi manca qualcosa, credo più di tutto: “sentirmagia”.

Aia. Fa strano questa cosa qui. Che uno sta con qualcuno che, però, non lo fa impazzire mai. Le lacrime fanno male, ma fanno pure tanto godere, sai. Che brutta malattia, forse, hai. 

Ma.

Allora indago io: sei mai stata con un uomo? Una volta, una sola, solo una, dice lei, ma ho sentito strana fitta al cuore e poi solo scappare.

Aia. Fa stranissimo questa cosa cosi. Che uno sta con uno solo, solo uno, una volta e poi scappa. E così realizzo tutto e scatto foto: non sembrerebbe, ma è un bel momento.

Francamente, lasciami dire: te non hai una malattia, te non hai qualcosa che non va, te smettila di prendere aulin e sonniferi: te sei solo, è un po’ strano, si lo so, ammetterlo ora, eterosessuale e lesbica no.

Do you understand? Non sei le-sbi-ca. Non lo sei.

Ma.

Allora lei: adesso come faccio a dirlo ai miei? Hanno fatto tante battaglie per me, ci resteranno malissimo. Come faccio a dirlo a tutte le mie ex? Come faccio poi coi pride, non ci posso andare più? Come faccio a dirlo ai miei amici? Come faccio a dirlo al mio capo? Era così fiero di me! Come faccio a dirlo a tutti i miei parenti? Come ca-vo-lo faccio a cambiar vita così? Ad entrare in un locale eterosessuale e cercare l’amore? Come faccio con le vacanze: avevo programmato una settimana in Grecia, nel’isola di Lesbo, adesso devo disdire, secondo te?

E piange. Eh lo so: sono problemi.

Il coming out è sempre un lunedì.

Uscire allo scoperto è sempre come il cerotto che tiri via di colpo: strappapelielacrime. Che sia per dire che ti piace il prosciutto cotto o la mortadella. Eh son problemi seri seri. Lo so.

Ma.

Allora dico io: stai tranquilla. Ti aiuto io.

Organizziamo una bella festa. Invitiamo tutti e tutte. Parenti, amici, ex e spasimanti femmine che resteranno a bocca asciutta e poi poco prima della mezzanotte, come Cenerentola, sali sul cubo grande, con un bicchiere in mano e lo dici:

ho da darvi una bellissima notizia, dici, io sono eterosessuale.

Poi butti gli anfibi, resti a piedi nudi e sorridi. Sarai una di quelle splendide ragazze eterosessuali che hanno deciso di battersi per cause altrui. Bello no? Grazie, mi dice lei, grazie. Mi hai aiutato a capire. Ti sarò per sempre debitrice.

Ma. 

Allora io: niente debiti amica mia, è stato un piacere. Adesso voglio farti solo una domanda: visto che tanto non t’innamori di una donna e visto che tanto, l’hai capito, ormai sei etero, verresti a letto con me un quarto d’ora, venti minuti? E, comunque, in vacanza in Grecia, al posto tuo, ci vado io.