Diario rap #Amir #PotereAlleParole

di Amir Issaa

Storie di Smemo
Diario rap #Amir #PotereAlleParole

Roma – 16/20 dicembre

Non sono nuovo a questo tipo di iniziative, ho già già tenuto laboratori di scrittura rap nelle scuole e in situazioni ai margini come il carcere minorile di Roma, ma per la prima volta grazie alla collaborazione con l’Associazione Il Razzismo è una brutta storia e UNAR – Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali siamo riusciti a farlo con una forma nuova. Quella didattica: con Potere alle parole abbiamo nobilitato quest’arte e forma di comunicazione mettendola al pari delle altre materie scolastiche, con l’obiettivo di sensibilizzare gli studenti su temi importanti come le discriminazioni. Ho scoperto che ormai il rap è un genere conosciuto e apprezzato da tutti a prescindere dai gusti personali, e ho trovato la strada spianata dalla massima attenzione e collaborazione da parte di tutti.

Già dal primo incontro al Von Neumann di Roma ho avuto una conferma: l’urgenza dei ragazzi che vivono in periferie come il quartire San Basilio è far sentire la propria voce. Spesso gli basta trovare un mezzo per esprimersi, per sfogare rabbia e frustrazione trasformandole in qualcosa di positivo, facendole diventare arte. “Giocare” con le parole è solo uno dei tanti aspetti che coinvolgono chi scrive un brano rap per la prima volta, così diventa quasi automatico precipitarsi a capofitto in un’autoanalisi che aiuta a tirare fuori quei “mostri” che quando rimangono intrappolati dentro di noi, ci portano a seguire strade sbagliate.

Palermo – 17/18 dicembre

L’esperienza palermitana con il mio amico MadBuddy è stata spiazzante. Nell’immaginario comune si pensa a città come queste facendo subito riferimento alla mafia e alle stragi che hanno segnato per sempre il corso della storia del nostro paese, in un clima di rassegnazione che ci porta a credere che ormai non ci sia più nulla da fare per far rinascere alcuni territori e liberarli da questi fantasmi. Però quando ci si trova davanti alle nuove generazioni e si percepisce la loro voglia di voltare pagina e ripartire da zero, si rimane piacevolmente colpiti.

Anche qui già dopo le prime due ore di dibattito, i ragazzi si sono messi a scrivere di getto i loro pensieri, e a fine laboratorio avevamo già in mano dei testi scritti con il cuore, a tratti commuoventi. Sono sicuro che la loro sensibilità, accentuata dal vivere giornalmente alcune situazioni spiacevoli, gli dia una marcia in più e sia loro d’aiuto nel voler gridare al mondo intero la loro voglia di non cedere e di ricostruire dalla base quella che è la loro terra.