Dillo alla Luna

di Viviana Correddu

Storie di Smemo
Dillo alla Luna

Il caso sembra esistere, e banalmente lo chiamiamo “sfiga”, oppure “culo”. Ci sono robe per cui la “sfiga” può davvero avere un senso, cose che nella vita capitano e che nonostante la nostra voglia di cambiarle, loro, non cambiano. Comunque, sono pochissime. Poi ce n’è tutta un’altra miriade, che sembra arrivare così, senza un motivo logico, senza averle chieste. La vita te le mette tra i piedi, e se sono negative provi a fare qualche salto qua e là per scansarle… spesso senza riuscirci. Se sono incredibilmente belle invece, ci corri incontro perché ci avevi pensato intensamente tante volte. Cercate forse, solo inconsciamente. In entrambi i casi, ti ritrovi lì a pensare: “perché proprio a me? Perché proprio io!”. Queste due frasi, non dovrebbero essere associate solo alle cose brutte, ma anche a quelle semplici, o addirittura straordinariamente emozionanti. Non mi dite che quelle, le date per scontate, perché vi assicuro che è un sacrilegio!

Comunque, chi ha fede in qualche Dio, qualunque esso sia, d’istinto credo pensi che sia stato “Lui”! E che non c’entra quindi la sfiga, la sfortuna, il malocchio, la colpa o il merito degli altri, il proprio, l’aurea positiva, il destino, fato, o quel che l’è, a seconda delle circostanze. Ma che è  “LUI”,  che come conseguenza  alle nostre azioni precedenti, o ai nostri pensieri più intimi, ci regala o ci toglie qualcosa. Oppure semplicemente gli è girata così! E noi come Giobbe, ce ne dobbiamo stare, perché “se Lui ha voluto così, allora un motivo/disegno divino ci sarà”. Scusate, ma a me questa scorciatoia non è mai piaciuta, non mi basta. E di questo sono ancora più convinta, dopo aver incontrato il Gallo sulla mia strada, che era un uomo, ma era soprattutto un prete.

E io che non li ho mai sopportati i preti, posso dire che lui, era un esempio meraviglioso di come si possa essere uomini di Dio, senza dover imporre la religione nella vita degli altri. E allora. Il Gallo, mai una volta mi ha invitato a pregare se volevo qualcosa nella mia vita, o se qualcosa andava storto. Sembra incredibile, ma è così. Forse non me lo ha mai detto, perché sapeva che a me non sarebbe bastato, perché sapeva che per me  come per tanti altri, la “questione esistenziale” è un po’ più complessa. Magari invece alla nonnina praticante e in palla con Dio..glielo diceva! Ma io sono felice che non lo abbia suggerito a me. Il Gallo mi ha sempre detto invece, che ciò che ci accade ha sempre un senso profondo, di crescita, di messa in discussione. Che ogni cosa stia arrivando o sia già arrivata, nelle nostre piccole ma grandi esistenze, implicherà un confronto, una riflessione che parte prima dall’interno (passando per il cuore, la pancia, il cervello), e poi apre agli ALTRI. Il Gallo mi ha detto che le cose non capitano per caso, e che non c’entra niente “la sfiga”, “il culo”, ma… nemmeno Dio! Questo è uno scoop!

E allora? C’ENTRIAMO  DAVVERO NOI? Ciò che deve accadere, semplicemente accade, e noi abbiamo il dovere di attivare un processo di cambiamento se quella cosa non ci piace, e ci fa stare male. E se invece è così bella da togliere il fiato? Non ditemi che non vi soffermate mai su quella sensazione che si prova quando ti succede qualcosa di incredibile e dai mille risvolti inaspettati! Quella forse la dobbiamo solo accogliere, anche quando ci spaventa. Perché  la paura non è solo un sentimento derivante da cose negative. Anche quando ci s’innamora, si ha paura. Si ha paura ogni volta che qualcosa entra all’improvviso, e noi non la conosciamo. Si ha paura ogni volta che dobbiamo SCEGLIERE, o CAMBIARE direzione.  E allora ecco cosa mi ha sempre detto il Gallo. CHE BISOGNA AVERE CORAGGIO. Tutto ciò che arriva, lo dobbiamo affrontare. Non ci sono vie di fuga. Solo che forse, siamo abituati all’idea di dover affrontare solo le cose brutte. E invece non è così! È che quelle belle, a volte sono meno evidenti, e bisogna andarsele a cercare, rimanere attenti, concentrati. Le cose belle sono anche rischiose, perché spesso sono irrazionali, non danno certezze, sono istintive… e allora il rischio è che preferiresti non vederle, per restare lì… fermo, sicuro, stabile. Io credo però che dia meno soddisfazione, vivere così. Forse camminare a testa bassa, ti fa trovare qualche spicciolo per terra, ma le innumerevoli forme create dalle nuvole in cielo… in quel modo te le perdi! E gli occhi di chi ti sta di fronte, potresti ignorare che siano simili ai tuoi.

Non è che ci fanno più paura le cose “fighe” piuttosto che le “sfighe”? A parte la battuta, l’argomento è serio. Ecco. Il Gallo mi ha detto questo: che non dobbiamo avere paura di essere felici, di osare, sperimentare, mettersi in gioco, cambiare. La vita in fondo è l’insieme di una concatenazione di eventi che si succedono. La scommessa, è quanto tu sia disposto a crescere, a capire ciò che vuoi tirare fuori da un’esperienza. Quindi un’occasione! Sempre. Comunque vada. Non importa se le nostre scelte poi si dimostreranno sbagliate, o se “era meglio quando si stava peggio”. Domani si può ricominciare, perchè siamo noi i burattinai della nostra vita, anche quando ci sembra che non sia così.