Dischi per salutare la primavera: Schiamazzi, About Blank, Emma Grace, Helen Aria

di L'Alligatore

Recensioni

Dicono che i suoni della primavera siano quelli del risveglio della natura. Ma possono essere anche quelli della buona musica: musica indie, musica italiana, tutta nuova e selezionatissima.

Schiamazzi – Schiamazzi

A volte il male, stigmatizzare il male, può essere catartico, quindi ristabilire un equilibrio. Sembra così, a sentire le canzoni di Schiamazzi (sì, proprio Schiamazzi), giovane cantautore, che tra un turno e l’altro di notte in ospedale, ha scritto questi racconti. Racconti che poi sono diventate canzoni, raccolte in questo buon Ep d’esordio autoprodotto. Al primo ascolto si viene presi dalla curiosità, dallo strano modo di dire, tra l’ironico e il macabro, quell’ironia che lascia il sorriso sulla bocca bloccato, raggelato. Sono così questi cinque pezzi, per niente facili, ma tutti da ascoltare. Tra il primo Dente e John Lurie, ma anche certi momenti dello scrittore Raymond Carver mi hanno fatto venire in mente. Musica buona per un film di Ferzan Özpetek, questi Schiamazzi.

Helen Aria – Afrodisiaco

Altro bel disco questo Afrodisiaco, magico album della valdostana Helen Aria. Cantato in italiano, inglese, francese, “Afrodisiaco” è ispirato dichiaratamente agli anni Settanta. Si sente, in questa voglia si osare, sperimentare, andare oltre la semplice canzone. La bella voce della Aria, viene accompagnata, anzi si fonde, con un violoncello gran protagonista, certi assolo di flauto, e ovviamente chitarra elettrica, basso e batteria. L’autoharp poi, suonato dalla stessa cantautrice, esalta e ci fa sognare un mondo nuovo. Sì, “Afrodisiaco” è un lavoro che ci riporta magicamente indietro nel tempo, pop-rock-folk fortemente psichedelico, mai nostalgico. Una vera e propria droga afrodisiaca: appena spento, vuoi subito riaccenderla.

About Blank – About Blank

About Blank è il nome di progetto e disco d’esordio di questo giovane pugliese residente a Milano, uscito con la label indipendente Beautiful Losers. Indie-folk di stampo internazionale (vengono in mente Simon e Garfunkel quanto il grunge o l’indietronica nostrana) in nove stupende canzoni. Tutto fatto in modo artigianale, a partire da quella strana foto in bianco e nero scattata dal treno mentre andava nello studio in Veneto a registrare il disco. Così sono le canzoni, una specie di auto-terapia per uscire da questi pessimi anni; quanti avremmo bisogno di farlo?… e chissà quanta buona musica ne uscirebbe. Di sicuro About Blank c’è riuscito. Con quella sua voce, al grezzo o manipolata, con la sua chitarra o l’organo, tastierine e qualche gioco di elettronica…

Emma Grace – Cravings of Pegasus

Disco dalla copertina particolare questo di Emma Grace. Su Cravings of Pegasus ci sono delle piumette bianche sopra dei rami di un albero, come una scultura naturale. Così è la musica di Emma: indefinibile, tra il naturale e l’artificiale, artistica e strana. “Le brame di Pegaso”: già dal titolo si capisce che sarà un viaggio intellettuale unico. La voce usata come uno strumento musicale tra i tanti, gli archi in evidenza, dei suoni che ti chiedi “da dove vengono?”, l’elettronica usata in modo avvolgente per creare trame soniche che ti restano, una sorta di psicomagia in musica. Non aggiungerei altro, solo il consiglio di ascoltarlo, lasciandosi prendere dai suoni.