Dischi per cominciare bene il 2022: Roberta Giallo, Massimiliano Larocca, Alessia Tondo, Andrea Chimenti

di L'Alligatore

Recensioni

Il 2022 è appena cominciato, ma c’è già in giro un sacco di grande musica indie, che si muove dall’underground italico verso il mainstream. Ne abbiamo selezionata un po’ che vale la pena ascoltare.

Roberta Giallo – Canzoni da museo

Roberta Giallo è una vera forza della natura e con questo suo nuovo disco, Canzoni da museo lo dimostra ancora di più. Prende le liriche di tre noti intellettuali quali Giovanni Gastel, Roberto Roversi, Davide Rondoni, le musica e le canta per un lavoro interessante e unico. Un progetto suo, fatto credendoci, fatto con lo spirito giusto, fatto perché “chiamata” a farlo. Nove pezzi, tre per ogni poeta, con la voce gran protagonista, il piano come base e tante suggestioni. Perché sono canzoni da museo queste? Un’altra provocazione della Giallo: perché i musei vanno riscoperti e rilanciati, perché per ogni canzone c’è anche un quadro/installazione fatto dalla stessa cantautrice (ovvio, chi altri?), perché sarà presentato in musei con degli action painting. Opera totale, scommessa di un personaggio veramente unico. Dedicato alla memoria di Giovanni Gastel, ispiratore del progetto, purtroppo scomparso prematuramente nel marzo del 2021.

Massimiliano Larocca – Exit I Enfer

Che se ne parli ancora a due anni di distanza è una buona cosa di Exit I Enfer, album del cantautore toscano Massimiliano Larocca, uscito sul finire del 2019, e poi letteralmente bloccato dalla pandemia. Un disco ambizioso, con un sacco di ospiti di culto, a partire dal produttore Hugo Race, che canta e suona in alcuni pezzi. Larocca lo sta portando in giro in questo periodo, e se potrà fino alla primavera prossima. Uscita e inferno divise da una barra, questo nel particolare titolo, che sta a significare un’uscita dall’inferno (o per l’inferno), un periodo doloroso ma catartico nella vita di Larocca, inevitabilmente emblema delle vite di tutti noi. Se ci pensiamo bene, stiamo uscendo dall’inferno, ma anche verso, e le nostre vite sono cambiate. Ascoltando le undici canzoni di “Exit I Enfer” si può in qualche modo capirlo. Chitarre, voci roche, viola, violini, violoncello, folk ed elettronica fusi insieme per una nuova strada della nostra migliore canzone d’autore.

Alessia Tondo – Sita

Sita è il magico esordio di Alessia Tondo, voce d’usignolo del Canzoniere Grecanico Salentino (tra le tante cose). Sita è la melagrana in pugliese, simbolo di buon augurio, di incontro e condivisione, come in molte culture. E in pugliese sono cantate, anzi, sussurrate queste splendide otto canzoni, intime, soavi, attraverso le quali si ha la sensazione che la cantante si metta letteralmente a nudo. Tradizione e sperimentalismo, momenti di incanto, un sapore tutto meridionale senza luoghi comuni da cartolina. Certi pezzi sembrano dei mantra e quando accanto alla voce c’è la chitarra, non è strano il paragone con le canzoni timide di Nick Drake, suggerito dalla stessa Alessia Tondo a ragione. Un disco personale, ma aperto al mondo. Accanto alla voce/chitarra/percussioni della Tondo, il violino di Mauro Durante del Canzoniere Grecanico Salentino e il violoncello di Redi Hasa.

Andrea Chimenti – Il deserto, la notte, il mare

Un disco ispirato, impegnato, forte, quello di Andrea Chimenti, che con ll deserto, la notte, il mare, torna a pubblicare. Magia, suggestioni, tra testi importanti e musica coinvolgente, e un sacco di ospiti di autentico culto: dai fiati (e il fiato) di David Jackson (Van Der Graaf Generator) in più di un pezzo, alla voce mitica di Ginevra di Marco, le tastiere, la fisarmonica e alcuni testi di Antonio Aiazzi. E poi Francesco Magnelli, Fabio Galavotti, Sbibu… Giusta poi la scelta della sua etichetta (la Vrec Music), di concedere al web solo alcuni pezzi, perché secondo me il disco va difeso e valorizzato. Una battaglia contro i mulini a vento? Non credo, e il fatto di far ripartire questo cd, dopo il suggestivo finale di “Niente è impossibile” (un mantra elettronico che vi raccomando) mi convince ancora di più. Rock cantautorale, tra il prog e il jazz, ma anche la classica e tanto altro … tutto da gustare.