Dischi per cominciare bene il 2022: Talea, Claudio Fasoli, Durmast, Pamela Guglielmetti

di L'Alligatore

Recensioni

Il 2022 è appena cominciato, ma c’è già in giro un sacco di grande musica indie, che si muove dall’underground italico verso il mainstream. Ne abbiamo selezionata un po’ che vale la pena ascoltare.

Talea – Tales

Gran bell’esordio questo Tales, della giovane di Jesi Talèa, nome d’arte che ben le si addice. Come è noto la talea è un rametto dal quale potrà nascere una bella pianta, e credo in questo caso, dall’Ep d’esordio, potrà nascere una gran bella cantautrice. I numeri ci sono tutti: una gran voce, degli ascolti giusti, un bel modo di narrare. Poi c’è già una maturità in lei, e una voglia di scoprire, come è stato il suo vagabondare in Scozia e Irlanda, dove ha suonato in pub e per strada, affinato l’inglese e appreso nuovi suoni. Tutto questo si è riversato in un pugno di canzoni, un pop-folk veramente suggestivo, con dei momenti di rock psichedelico. Un disco che ascolto e riascolto con piacere, in attesa di tante altre sue canzoni …

Claudio Fasoli 4et – Next

Il jazz va forte quest’anno, un jazz innovativo come quello del Claudio Fasoli 4et e il suo Next. Importante esponente del jazz europeo sulla scena da più di quarant’anni, Fasoli è uscito quest’anno con un nuovo progetto. Il prossimo, l’ha ironicamente intitolato il saxofonista milanese, che ha messo dieci geniali pezzi in sequenza, per creare un mondo nuovo. Gocce di psichedelia, momenti cinematici molto anni Settanta, echi mediterranei, musica di confine per certi brani che sembrano quasi progressive-rock. Insomma, molte cose dentro questo disco, con il sax di Claudio Fasoli gran protagonista, ma è giusto dire che in “Next” trovano spazio anche la chitarra di Simone Massaron, e il ritmo di batteria e contrabbasso, rispettivamente Tito Mangialajo Rantzer e Stefano Grasso. Un gran bel quartetto.

Pamela Guglielmetti  – Cammino controvento

Ecco l’ennesimo album figlio della Pandemia, quello della ligure Pamela Guglielmetti, che con Cammino controvento ne ha fatto una summa per me molto convincente. Nove canzoni di nuovo cantautorato femminile, con temi quali lo smarrimento, la mancanza di terreno sotto i piedi, la voglia di cambiamento, la ricerca del ritorno alla natura, il desiderio di suonare dal vivo, decisamente autobiografico. Lo si riscontra in questi brani, chitarra e voce, scritti nel periodo duro del lockdown, quando la buona Pamela aveva da poco fuori un disco. Testi molto forti, che fanno pensare, sottolineati da violini dolenti, da una voce che sa modulare i vari sentimenti, cantando o recitando. Un album, magari non troppo allegro, ma che mi ha colpito nel profondo.

Durmast – Alone

Musica elettronica quella di Davide Donati aka Durmast. Con questo suo esordio Alone, ha inteso fare un vero e proprio concept sulla solitudine. “Quando pensi di essere solo in realtà è perché sei veramente solo”, è il motto di questo cd. Un motto che fa pensare, in quest’epoca dove esistono poche certezze, dove per lunghi periodi si è dovuto stare distanti, soli, e ora chissà se ci siamo riavvicinati. Sono tutte riflessioni che vengono spontanee, ascoltando questi nove pezzi con un titolo fatto di una sola parola. Pezzi ritmati, magici, con poche essenziali parole, ironia e momenti sinuosi, riverberi anni Ottanta/Novanta e qualche suggestione Thievery Corporation.