Django

di Alessia Gemma

Recensioni
Django

(questo Quello che ho capito io è stato scritto con Davide Zilli, le parti serie sono sue, perché lui è uno che ne sa)

– Che GGIANGO: la D è muta, bifolco.

– Quentin Tarantino: “Non sarai Django, sei un po’ troppo vecchio”
Samuel L. Jackson: “Eh, lo so…”
QT: “Cosa ne pensi di Stephen?”
SLJ: “Cosa intendi con cosa ne pensi”
QT: “Hai qualche problema a interpretarlo?”
SLJ: “Mi stai chiedendo se ho qualche problema a interpretare l’afroamericano più spregevole della storia del cinema?”
QT: “Eh, si”
SLJ: “No, nessun problema. Conta su di me.”

– Che sarà anche il “solito Tarantino”, ma avercene di film così…
 Ovviamente un grande frullato di cose in parte già viste, però anche per frullare servono abilità e gusto da vendere. 
E la cosa che sempre mi commuove di Tarantino è il suo AMORE infantile per il cinema, sempre pronto all’entusiasmo e alla condivisione di un immaginario che, senza di lui, andrebbe perduto.


– Che Spike Lee s’è incazzato con Quentin e dice il film manco lo va a vedere: “Andarlo a vedere sarebbe una mancanza di rispetto verso i miei antenati. La storia della schiavitù non è uno spaghetti western alla Sergio Leone: è stato un Olocausto, e i miei antenati erano schiavi, rapiti dall’Africa”. Avrebbe cambiato idea se avesse visto la crudeltà di quei bianchi in quel fottutissimo film.

– Che come maciulla e spiaccica Tarantino la gente, non la maciulla e spiaccica nessuno. BAM! BAM! BAM!

 

– Che bada bene pivello, qui non stiamo facendo l’apologia dello smaciullamento di persone, ma del fumetto.

– Christoph Waltz über alles...


– Che le scene più belle: le disavventure logistiche del Klu Klux Klan, Schulz che si rifiuta di stringere la mano a Candy, e alcune scene di “passaggio”, con colori che ti restano dentro: 
Django che si bagna nel fiume d’inverno, con la neve attorno
, Django e sua moglie che fuggono nella notte sulle note di Freedom, 
i parenti di Candy che tornano dal funerale sotto il chiaro di luna
, Django, Schulz e Mr Candy in viaggio per Candyland su un pezzo di di Rick Ross, 100 black coffins, 
i primi piani degli schiavi
. Sembra quasi un film di Blaxploitation* SENZA la blaxploitation
.

– Che unica nota stonata per me (Davide), che ho il vizio del cantautorato: la canzone di Morricone cantata da Elisa. Adoro Morricone ma negli ultimi anni è bollito. La canzone, tanto per intenderci, ha una melodia che ricicla spudoratamente un frammento di Cockeye’s song e un accompagnamento che ancora più spudoratamente ricicla, rallentandolo, quello di Per un pugno di dollari… ancora un frullato, ma stavolta non un buon frullato.

– Che se il doppiaggio italiano dava fastidio a me che sono una pippa in inglese allora forse faceva schifo davvero? Approfondite voi QUI. E comunque io non posso guardare quella statua di Jamie Foxx e sentirlo parlare con la voce di Pino Insegno. No, mi spiace.

– Anyway, chi non lo vide lo veda! (Io e Davide in coro, con pistolettata alle spalle)