Doki Doki Literature Club è un horror da leggere

di Redazione Smemoranda

Recensioni

Un ragazzo timido viene convinto da una sua compagna di scuola a entrare nel club letterario del liceo, di cui fanno parte diverse altre ragazze.

Ok, è la trama di un hentai. Chiaramente.

E invece no.

… Anche se, a dire il vero… anche esteticamente, con le tipe tutte carine in divisa da studentessa giapponese… cioè, è chiaro che l’immaginario è quello lì. No? Hmmm ok, allora ricominciamo da capo.

Un ragazzo timido viene convinto da una sua compagna di scuola a entrare nel club letterario del liceo, di cui fanno parte diverse altre ragazze. È la trama di Doki Doki Literature Club Plus, un horror game giapponese che non vi farà dormire la notte. Ma è anche un videogame basato sulla poesia.

Andiamo con ordine.

Visual Novel per Nintendo Switch

Doki Doki Literature Club è uscito qualche tempo fa per PC, e ora viene rilanciato su Switch nella versione – appunto – Plus. Si tratta di un cosiddetto visual novel, un genere di videogiochi che in Giappone va fortissimo e da noi pochissimo, in cui praticamente viviamo un’avventura fatta di enormi testi da leggere su schermate che mostrano gli ambienti e i personaggi in cui si svolge l’avventura succitata. Si tratta del genere di videogame più statico che possa esistere – più di quello, ci sono solo le avventure testuali dei primi anni Ottanta. È francamente incredibile che prodotti del genere resistano ancora oggi, nell’epoca della grafica in ultra HD a 144 fps, e allo stesso tempo è rassicurante: significa che una buona storia può ancora bastare a chi gioca.

Doki Doki Literature Club ha però qualcosa di più: è anche un metavideogame, che gioca con il suo essere videogioco – perdonate il garbuglio di parole – e si fonda su un colpo di scena che può esistere solo in un videogame. Ovviamente, da non svelare. Però fidatevi.

Giocare con la poesia

C’è poi un’altra idea davvero vincente in questo Doki Doki Literature Club: la possibilità di giocare davvero con la letteratura. O meglio, con la poesia. Perché tra i vostri compiti ci sarà anche quello di comporle, che in effetti non è la prima cosa che viene in mente quando pensi a un videogame. Personalmente di solito penso a Doom o a GTA. Ecco, se non l’avessimo già detto abbastanza, non è quel tipo di videogame.

Se poi pensate a questo punto che leggere un libro sia – in molti casi – meglio, potrei anche darvi ragione. Però Doki Doki Literature Club ha uno strano fascino esotico, che rischia di catturare anche gli scettici.

Con un’avvertenza: questo gioco è tutt’altro che roba da bambini, e spesso il tentativo di coinvolgere il giocatore porta la trama verso territori molto delicati, come quello della salute mentale. La valutazione 18+, una volta tanto, è sensata.