Donnacirco, finalmente! Intervista a Suz

di L'Alligatore

Le Smemo Interviste

Conosco Suz da molti anni, e come la cantautrice bolognese d’elettronica romantica/dinamica, conosco quasi tutte le donne che hanno cantato e suonato in questo incredibile album, Donnacirco. Quasi tutte bolognesi, o ruotanti attorno al capoluogo emiliano, città musicalmente viva anche per quanto riguarda l’underground di questi anni. Dodici cantautrici che hanno preso un pezzo del mitico disco femminista “Donna Circo” e l’hanno rifatto oggi. Un album storico realizzato nel 1974, ma mai uscito, per i motivi spiegati nell’intervista.
Un lavoro registrato durante la pandemia, fatto da queste donne di oggi che hanno voluto chiamarsi come l’album Donnacirco (tutto attaccato), per omaggiare fortemente le canzoni scritte dalla paroliera Paolo Pallottino e musicate da Gianfranca Montedoro. Dodici voci per dodici pezzi che trattano della condizione della donna attraverso la metafora del circo. Le tematiche di allora sono ancora molto attuali, questo ci dovrebbe farci pensare, visto che sono passati quasi cinquant’anni.

Cito le dodici musiciste, in rigoroso ordine di apparizione: NicoNote, Una, Suz, Francesca Bono, Marcella Riccardi, Vittoria Burattini, Alice Albertazzi, Angela Baraldi, Eva Geatti, Valeria Sturba, Enza Amato, Meike Clarelli. Da aggiungere, per questo album tutto al femminile, il basso di Chiara Antonozzi, le chitarre di Irene Elena, Sara Ardizzoni, Marcella Menozzi, il sax di Laura Agnusdei. Sghignazzante contorsionista in copertina disegnata da Francesca Ghermandi.
La parola a Suz.

Cos’è Donna Circo?
“Donna Circo” è un disco realizzato nel 1974 dalla cantante e musicista Gianfranca Montedoro su testi della storica dell’arte e paroliera Paola Pallottino (Lucio Dalla, Angelo Branduardi, Ron…). Considerato il primo disco femminista inciso in Italia, è un concept album composto di 12 brani in cui attraverso la metafora del circo si affrontano temi come il femminicidio, l’aborto o l’equità nelle relazioni di genere, un disco prezioso e purtroppo ancora attualissimo che, in seguito al ritiro della BASF dal mercato discografico italiano, è rimasto in un cassetto per 47 lunghi anni.
Donnacirco (scritto tutto attaccato) è invece il nome del progetto corale (circa 20 persone fra cantanti, musiciste, videomaker, consulenti e, last but not least, un produttore) nato col proposito di riportare alla luce questo disco dimenticato, creandone una nuova versione, riarrangiata e reincisa in studio fra il 2019 e il 2021. Oggi, grazie al lavoro di squadra, a un crowdfunding sul sito Produzioni dal basso, al sostegno della Regione Emilia Romagna e a La Tempesta Dischi, sia l’album originale che il suo rifacimento sono stati infine pubblicati.

Come è nata l’idea di rifarlo oggi?
Da un incontro con Paola Pallottino, alla quale, così come a Gianfranca Montedoro, il fatto che quel disco così importante, fatto e finito, non avesse trovato una distribuzione non era mai andato giù. Per anni Paola ha cercato una cantante che lo reinterpretasse e alla fine tutte noi (Alice Albertazzi, Enza Amato, Angela Baraldi, Francesca Bono, Vittoria Burattini, Meike Clarelli, Eva Geatti, NicoNote, Marcella Riccardi/BeMyDelay, Marzia Stano/Una, Valeria Sturba ed io) abbiamo risposto all’appello, con la consapevolezza che un disco i cui 12 brani fossero interpretati da altrettante cantanti, ognuna col proprio approccio e stile, avrebbe avuto un impatto presumibilmente maggiore di un album interpretato da una singola voce.

Come vi siete trovate attorno a questo progetto?
Un primo consistente nucleo del progetto consta di musiciste della scena emiliano-romagnola (per lo più di Bologna) che conoscevo e stimavo e che ho deciso di contattare dopo che appunto si è stabilito insieme a Paola che il rifacimento di “Donna Circo” sarebbe stato un disco corale. In seguito ad alcune defezioni lungo la via, altre fra noi hanno proposto nomi di musiciste della scena bolognese che stimavano e che dunque sono entrate a far parte del progetto. Abbiamo iniziato a confrontarci prima con qualche incontro e poi abbiamo organizzato due feste di autofinanziamento: una negli ex spazi di Elastico, un centro interamente gestito da ragazze che ora purtroppo non c’è più, e l’altro a Rimini nella sala del Cinema Tiberio. Poi, per cause di forza maggiore, i nostri incontri si sono spostati in chat e le presentazioni in streaming.

Come avete lavorato al disco? … in piena pandemia, se non sbaglio.
Inizialmente, ciascuna di noi, in totale autonomia, ha inciso un demo del proprio pezzo che ha inviato al produttore, Ezra Capogna del No.Mad Studio di Torino. Quindi Ezra e la band composta da Vittoria Burattini alla batteria, Chiara Antonozzi al basso e Irene Elena alla chitarra, hanno riarrangiato e reinciso in due tempi (una volta a Bologna e una volta a Torino) i brani del disco. In seguito, sempre autonomamente o nello studio casalingo di Marcella Riccardi, ciascuna cantante ha inciso la propria voce che poi è stata trattata e montata da Ezra sulle basi strumentali. Abbiamo dovuto lavorare molto a distanza e la tecnologia ci è venuta decisamente in aiuto.

Come è nata la copertina? … opera di Francesca Ghermandi.
Forse sarebbe più corretto che a questa domanda rispondesse lei stessa, comunque la copertina è uno dei tantissimi disegni che Francesca aveva creato per il disco. Inizialmente ne era stata scelta un’altra ma poi Paola Pallottino ha suggerito che la figura della contorsionista fosse perfetta come artwork del disco e dunque abbiamo cambiato copertina in corso d’opera. Personalmente penso che quel disegno renda bene l’idea di quante “contorsioni” ci sono volute per arrivare a portare a termine il disco, e allo stesso tempo anche l’idea del groviglio di voci che lo compone.

Avete fatto qualche presentazione del disco dal vivo?
Per ora, anche a causa della emergenza sanitaria, abbiamo presentato solo alcuni brani dal vivo in versione acustica durante due eventi online: il primo organizzato dalla Feminist Library di Londra e il secondo insieme ai rappresentati di alcune delle associazioni dei comuni montani del territorio bolognese che hanno sostenuto il progetto. La prima vera presentazione di Donnacirco avverrà il prossimo 21 dicembre all’Angelo Mai di Roma, e ovviamente ci auguriamo questa sarà solo la prima di altre date a venire. Si tratta di una proposta a metà fra reading e concerto. Questa volta sul palco saremo Angela, Eva, Marzia, Marcella, Nicoletta, Laura ed io, la prossima speriamo anche altre musiciste del gruppo che questa volta non hanno potuto partecipare a causa di altri impegni musicali, possano unirsi a noi!