Dracula Untold

di Michele R. Serra

Recensioni
Dracula Untold

Per i vampiri, si sa, aspettare non è un problema. Anche per l’eternità.

L’eternità è la loro dimensione; non solo nella leggenda, ma anche al cinema. Nel senso che finché esisterà il cinema, ci saranno storie di vampiri. Soprattutto, ci sarà Dracula, che era già sullo schermo fin dagli anni Venti (anche se tecnicamente il Nosferatu di Murnau non era un adattamento diretto del romanzo scritto da Bram Stoker alla fine dell’Ottocento, ma insomma).

Quindi immaginatevi voi, con un secolo di storia alle spalle, che sbattimento può essere fare un film di Dracula nel 2014. Come raccontare un Re Vampiro diverso da quelli precedenti? Il risultato è qui: si intitola Dracula Untold e il protagonista è un succhiasangue che detesta l’idea di mordervi sul collo. Che ci crediate o no.

Avete presente Batman Begins? Ecco, questo Dracula Untold avrebbe potuto tranquillamente chiamarsi Dracula Begins. Perché è storia delle origini: come quel conte della Transilvania, Vlad terzo detto L’impalatore, è diventato un vampiro? Ecco.

Fatto interessante è che il film ci dice che è diventato vampiro a fin di bene: per diventare, praticamente, un supereroe, e poter così proteggere le persone che ama.

Il regista di questo film, Gary Shore, deve aver visto tutti i film precedenti dedicati a Dracula nella storia del cinema. E ha pensato: potrei usare il sottotesto psicanalitico del Nosferatu di Murnau, oppure la sensualità del Bram Stoker’s Dracula di Francis Ford Coppola… Ma poi si è detto: perché andare a prendere quei modelli così alti, così difficili, quando la cosa più bella della vita è la Playstation?

Non fatevi ingannare dal tono drammatico del protagonista, Luke Evans (che per intenderci è lo stesso attore che interpreta Bard l’arciere nella trilogia de Lo Hobbit). Qui l’importante non è il dramma personale di Dracula, ma il fatto che lui a un certo punto del film diventi un supervampiro e inizi a combattere da solo – e non è un modo di dire, proprio da solo – contro l’esercito dei cattivi. Tipo uno contro un milione. Che è esattamente quello che succede quando giochi a videogame tipo Dinasty Warriors. Idea fantastica, se vi piace il genere.

Peccato che arrivati verso la fine del film, invece di chiudere con un mega-showdown finale che faccia impallidire qualsiasi Vin Diesel in quanto a tamarraggine, bè, si opta per sostituire il botto finale con un mortaretto. E questo è un peccato molto grave.

Ok fare gli horror-zarri, ma fatelo bene.