Dreams è il miglior videogame da quarantena

di Michele R. Serra

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Dreams è il miglior videogame da quarantena

Se dovessi scegliere un videogame ideale per passare la quarantena, sceglierei un gioco che non sia “solo” un gioco. Che non sia basato solo sull’abilità della coordinazione tra occhio e mano. Che non sia una visione passiva. Sceglierei un gioco dove non si vince e non si perde nel vero senso della parola, un gioco in cui la frustrazione non esiste, ma in compenso possono esistere vere soddisfazioni. Che poi casualmente è un gioco senza lanciarazzi, mostri e motoseghe, che per carità sono divertenti, ma iniziano a diventare ormai qualcosa di già visto, già sentito, già vissuto, anche se solo virtualmente. Ecco, esiste un gioco così? Certo, esiste e si intitola Dreams.

Dreams, sogni, già dal titolo si capisce che forse non è neanche un videogame, almeno non di quelli che siamo abituati a vedere e a giocare. In pratica è una scatola degli attrezzi per costruire videogiochi, fatto per chi non sa programmare, non sa muoversi tra i codici, però lo stesso può avere delle idee. Immaginatevi una confezione di Lego che contenga non solo un infinito numero di mattoncini, ma anche infinite possibilità di farli muovere e vivere. Possibilità di scolpire mondi, decidere come inquadrarli e quindi raccontarli, con che personaggi popolarli… tutto da zero. Con Dreams potete costruire giochi arcade che sembrano usciti dagli anni ottanta oppure enormi film interattivi, come quello programmato dagli sviluppatori inglesi di Media Molecule usando il gioco stesso.

Videogioco = opera d’arte collettiva?

Media Molecule sono gli stessi di quel capolavoro di Little Big Planet che aveva spinto tantissimo sull’idea dei contenuti creati dagli utenti: Dreams prende quell’idea e la fa esplodere. La sensazione, anche dopo poche ore di gioco, è che le potenzialità siano davvero vastissime. Anche perché si può collaborare, prendendo pezzi creati da altri utenti e usandoli nel proprio gioco, nel proprio mondo. Quindi, esiste un gioco più positivo di Dreams? No, questo è il gioco che quando qualcuno ti dice: “staccati da quel video!”, puoi rispondere che stai creando qualcosa. Potrebbe essere un passatempo, oppure arte

L’unica cosa che un po’ dispiace è vedere che tra i sogni digitali creati dagli utenti, ce ne sono una grande maggioranza che non fanno altro che imitare le icone del nostro immaginario collettivo di giocatori. Per cui vedrete tante Lara Croft, tanti Mario, Sonic, Spider-Man. Come dire che quando le possibilità diventano troppo ampie, la maggior parte di noi ha bisogno di un’ancora, di qualche punto fermo a cui attaccarsi per far lavorare l’immaginazione. Ma forse un gioco come Dreams può essere un esercizio utile per andare anche oltre quel limite lì.

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