La Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo illustrata per la prima volta

di L'Alligatore

Le Smemo Interviste - News

In Arte DUDU è un libro agile e interessante creato per celebrare i settant’anni della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo con spirito giovane. L’Associazione Voci per la Libertà, attraverso Peruzzo Editoriale, con la collaborazione con Amnesty International e DeltArte all’interno del festival Arte per la Libertà, ha pensato bene di coinvolgere alcuni giovani artisti per disegnare alla loro maniera i 30 articoli di DUDU, simpatico nomignolo/acronimo dato alla Dichiarazione adottata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre del 1948. Accanto all’enunciazione di ogni articolo, c’è un disegno che lo illustra, un modo interessate e divertente per ripassare DUDU. In parte pensato per le scuole, per coinvolgere i giovani (ma anche non giovani) nella conoscenza di una carta fondamentale, da vivere e diffondere, in un periodo molto duro per i diritti umani, in Italia come nel mondo.

Ne abbiamo parlato con Michele Lionello di Voci per la Libertà.

In Arte DUDU”, di cosa si tratta?

“In Arte DUDU” è la Dichiarazione universale dei diritti umani illustrata da giovani artisti italiani. Un libro nel quale abbiamo voluto ricordare i 70 anni della Dichiarazione a modo nostro: attraverso l’arte e i contenuti di Amnesty International. In Arte DUDU è perché abbiamo voluto regalare un’opera d’arte contemporanea ad ognuno dei 30 articoli della Dichiarazione.

Oltre ai 30 articoli illustrati dagli artisti, ciascuno con il proprio stile unico che va a rafforzare il significato delle parole, troviamo anche degli scritti di approfondimento del portavoce e del presidente di Amnesty International Italia, Antonio Marchesi e Riccardo Noury, e dei due curatori del libro, il sottoscritto e Melania Ruggini. Noi due siamo anche i direttori artistici di Arte per la libertà, il festival all’interno del quale è nato questo progetto.

Gli artisti che hanno contribuito con la loro opera nella realizzazione di questo volume, sono Alessio-B, Alessio Bolognesi, Tony Gallo, Psiko, Marco Mei, Federica Carioli, Giusy Guerriero, Alessandra Carloni, Brome, Zentequerente, Artax, Eliana Albertini, Phobos, Anita Barghigiani, Centocanesio, Riccardo Buonafede, Federica Manfredi, Stefano Reolon, Cristina Chiappinelli, Flavia Fanara, Giulia Quagli, Alberto Cristini, Violetta Carpino, Herschel & Svarion, Ivano Petrucci, Camilla Garofano e Miriam Serafin.

Tra un articolo e un’illustrazione, vi sono anche delle pagine “bianche” (in realtà con una leggera riproduzione del disegno precedente che vi fa da sfondo) ove appuntare pensieri e parole, una cosa che arricchisce e rende ancora più personale il volume.


Come si è sviluppato questo progetto?

Il libro è prodotto dall’Associazione Voci per la Libertà, attraverso Peruzzo Editoriale, grazie alla collaborazione con Amnesty International e DeltArte all’interno del festival Arte per la Libertà, con il sostegno del MiBAC e di SIAE, nell’ambito dell’iniziativa “Sillumina – Copia privata per i giovani, per la cultura”.

Per realizzarlo abbiamo chiamato all’appello una trentina di artisti, la maggior parte dei quali sono street artist e hanno meno di 35 anni. Con molti di loro abbiamo già collaborato, facendo leva sulla loro sensibilità emotiva e artistica. Ognuno ha scelto l’articolo che più lo emozionava per dare vita a un disegno, un’illustrazione, un quadro, che potesse descrivere, secondo la propria cifra artistica e la propria ricerca in itinere, il significato più intimo, commosso, partecipato, onirico, propositivo, destabilizzante, identitario di ogni singolo articolo della DUDU.

Perché parlare della Dichiarazione universale dei diritti umani con l’arte?

Proprio per festeggiare questo compleanno così importante abbiamo sentito l’esigenza di ricordare a modo nostro, ossia con la creatività dei nostri artisti e attraverso il loro linguaggio visivo, la necessità di sottolineare e valorizzare i diritti umani.

Mai come oggi è necessario leggere, rileggere, conoscere, applicare e diffondere la Dichiarazione universale dei diritti umani, specialmente nelle scuole. Proprio per festeggiare questo compleanno così importante Arte per la libertà ha sentito l’esigenza di ricordare a modo suo, ossia con la creatività e attraverso il linguaggio visivo, la necessità di sottolineare e valorizzare i diritti umani. Perché non se ne parla mai abbastanza. Da queste premesse è nata l’idea di creare “In arte DUDU”, un testo illustrato dal formato pocket che servirà ai lettori e in particolare alle scuole di ogni ordine e grado.

Portatelo con voi, guardatelo, leggetelo, scarabocchiatelo, copiatene i disegni, regalatelo a chi vi sta a cuore, perché questi disegni e questi testi parlano di noi, della nostra vita, dei nostri sogni e delle nostre paure, di quello che siamo e di quello che non riusciamo ad essere, parlano di esseri umani che, come dice il primo articolo della DUDU, “nascono liberi e uguali in dignità e diritti”. Non dimentichiamolo mai.

Da anni, specialmente grazie al festival “DeltArte” e ai laboratori didattici “Arte per i diritti umani”, abbiamo scelto di promuovere e valorizzare l’arte urbana e in particolare la street art nelle periferie. Questo per avvicinare la gente, per lanciare messaggi attuali e spesso scomodi, per risvegliare certi valori sopiti o per parlare di talune urgenze sociali.

L’arte contemporanea racchiude enormi potenzialità per la società, non solo dal punto di vista spirituale ma anche pratico e quotidiano, come pratica di vita comune e partecipativa, strettamente legata in particolare ai valori di aggregazione sociale, educazione giovanile, valorizzazione del passato, riscoperta del sé.

In ciascun artista coinvolto abbiamo trovato delle stringenti connessioni con la nostra attività di ricerca, sperimentazione e ricerca di un dialogo aperto tra arte e urgenza sociale. Ne è uscito un racconto intenso per immagini, che vi condurrà alla scoperta di valori che noi cittadini europei diamo purtroppo per scontati. Perché le immagini spesso aiutano più di mille parole.

Questo libro vuole essere un piccolo contributo per la fondamentale battaglia per i diritti universali che come tali, appartengono a tutti, nessuno escluso, aggiungendo la nostra voce a quella di molti altri illustri predecessori tra i quali ci piace ricordare, per affinità, la meravigliosa mostra “Armati di matita” prodotta da Amnesty Italia alcuni anni fa che annoverava le tavole dei migliori disegnatori italiani.

Come avete promosso e promuoverete questa pubblicazione?

Abbiamo già iniziato a promuovere il nostro libro con numerose presentazioni coinvolgendo anche gli artisti che ci hanno regalato un’opera. A fianco della pubblicazione abbiamo realizzato una mostra con le 30 opere che illustrano i 30 articoli della Dichiarazione universale e in molti contesti presentiamo assieme il libro e la mostra; un modo ancor più efficace per arrivare al pubblico. Essendo la nostra associazione anche l’organizzatrice del festival “Voci per la Libertà – Una Canzone per Amnesty” per chi acquista il libro attraverso l’editore viene dato in omaggio il cd dell’ultima edizione della rassegna uscito in contemporanea con il libro. A questo link le indicazioni per acquistare il libro: https://graficheperuzzo.it/in-arte-dudu-2/

Altra modalità che stiamo portando in giro per l’Italia è quella di promuovere assieme il libro, la mostra e il cd, quindi presentazione, installazione e concerto. Veramente un evento artistico a 360°.

Quanto lavoro ancora c’è da fare perché DUDU sia concreta? … in Italia, oggi, per esempio.

Oltre a essere un punto di partenza, la Dichiarazione è, allo stesso tempo, un punto di arrivo, nel senso che enuncia un obiettivo da raggiungere. Nessuno, ovviamente, è così ingenuo da ritenere che l’affermazione dei diritti riconosciuti nella Dichiarazione sia, di per sé, sufficiente ad assicurare, da quel momento in poi, il rispetto di tutti quei diritti nei confronti di tutti. Si tratta di fissare un punto di riferimento verso il quale impegnarsi e alla stregua del quale valutare o, se si vuole, misurare il comportamento degli Stati.

In tale prospettiva, se volgiamo lo sguardo verso il nostro Paese, occorre riconoscere che la Dichiarazione universale viene ben poco valorizzata quale punto di riferimento politico o giuridico, il suo reale significato essendo spesso frainteso. Viene celebrata retoricamente e poi tenuta a debita distanza dai problemi “veri”. I suoi principi non vengono calati nella realtà, applicati alle scelte politiche, non ispirano riforme e solo raramente vengono fatti valere dai giudici in sede di interpretazione e applicazione del diritto statale.

Il trattamento riservato nel nostro paese alla Dichiarazione universale si inquadra, del resto, in una cultura politica e istituzionale dei diritti umani che è generalmente piuttosto carente. Le norme delle convenzioni internazionali che stabiliscono obblighi in materia di diritti umani sono poco conosciute: si tende a pensare che impongano solo obblighi negativi, di astensione da comportamenti particolarmente aberranti, dimenticando gli obblighi positivi, di prevedere e fare funzionare effettivamente un sistema interno adeguato di garanzia interna dei diritti umani. E a volte, alla scarsa conoscenza o alla sottovalutazione si accompagna un atteggiamento di vera e propria sufficienza. Capita di sentire dire, in sedi importanti, che le norme internazionali sui diritti umani sarebbero rilevanti per i Paesi meno avanzati del nostro. Mentre noi, in fondo, non ne avremmo bisogno. Ecco, un atteggiamento di maggiore umiltà, nel settantesimo anniversario della Dichiarazione universale, farebbe sicuramente bene al Paese e ai diritti delle persone che lo abitano.

Un’altra vostra iniziativa importante è “Voci per la libertà”, il festival e premio musicale legato ad Amnesty International, che ha superato i 20 anni. Ci saranno novità nella prossima edizione?

Siamo prossimi al lancio dei lavori per l’edizione 2019, la ventiduesima! La struttura portante del bando degli emergenti e dell’assegnazione del Premio al Big della musica italiana sarà pressoché la medesima. Il Premio Amnesty International si basa sul tema dei diritti umani e cerca di evidenziare le migliori produzioni italiane sia in ambito emergente che degli artisti affermati che con i propri brani  sappiano interpretare e diffondere i principi della Dichiarazione universale dei diritti umani.

Ogni anno oltre 100 gruppi, provenienti da tutta Italia, si iscrivono alle preselezioni che portano alla scelta degli 8 finalisti. Questi ultimi si esibiscono durante le serate finali del festival, nel corso delle quali una giuria specializzata – di cui fanno parte vari esponenti della stampa specializzata e addetti ai lavori provenienti da quotidiani, radio e televisione decretano il vincitore, il quale riceve il riconoscimento dal presidente della Sezione Italiana di Amnesty International.

Sul palco di Rosolina Mare (RO), dove dal 2012 si tiene il festival, sono saliti come vincitori del Premio o in veste di ospiti, i più importanti big della scena italiana, come Ivano Fossati, Modena City Ramblers, Paola Turci, Samuele Bersani, Subsonica, Carmen Consoli, Simone Cristicchi, Fiorella Mannonia, Frankie Hi-Nrg, Enzo Avitabile, Alessandro Mannarino, Edoardo Bennato, Nada, Brunori Sas, Enrico Ruggeri, Perturbazione, Marta sui Tubi, Niccolò Fabi, Africa Unite, Marlene Kuntz, Bandabardò, Morgan, Tre Allegri ragazzi Morti, Cristina Donà, e tantissimi altri.

Un grande festa della musica per i diritti umani! Tra le novità degli ultimi anni e che nel 2019 andremo ad ampliare ulteriormente il coinvolgimento di altre forme d’arte grazie alla collaborazione con DeltArte, il Delta della creatività all’interno del format Arte per la Libertà. Durante la quattro giorni di luglio non solo musica ma arte contemporanea, cinema, teatro, danza, fotografia, performance per un vero happening artistico. Grazie a queste collaborazioni le attività dell’Associazione durano praticamente tutto l’anno con innumerevoli appuntamenti, iniziative, produzione che spaziano attraverso tutte le forme artistiche.