DUE VOLTE GENITORI* 4: L’agenzia viaggi

di Mamma Agedo

Storie di Smemo
DUE VOLTE GENITORI* 4: L’agenzia viaggi

Mio figlio Salvatore vive e lavora a Roma. Sapendo che io a Palermo mi rivolgo ad un’agenzia viaggi che trova biglietti a prezzi convenienti, mi chiede di prenotare il viaggio del suo fidanzato, Singapore-Roma e ritorno. FRANCESCA Ciao, devo prenotare un volo per il fidanzato di mio figlio, per il 23 dicembre da Singapore a Roma e ritorno il 4 gennaio. Cerchiamo un prezzo conveniente. AGENTE VIAGGI Certamente il periodo non è dei più felici, è periodo natalizio e tutti i prezzi salgono. FRANCESCA Ma tu fai miracoli, prova a cercare!! Penso tra me: che bello, posso dire il fidanzato di mio figlio senza dovermi sorbire occhiate stupite o di commiserazione o domande a dir poco imbarazzanti. Questo non ha battuto ciglio! Forse il popolo italiano sta crescendo e sicuramente è più avanti di chi lo governa. FRANCESCA Grazie, i due ragazzi saranno felici se riescono a vedersi per le festività natalizie. AGENTE VIAGGI Posso oscillare di uno o due giorni nel cercare il biglietto più conveniente? FRANCESCA Sì, lui non ha impegni di lavoro, ma di studio. Ciao a domani. Il giorno dopo ritorno all’agenzia per vedere se hanno trovato un biglietto a prezzo umano. AGENTE VIAGGI Guarda, ho trovato un biglietto molto conveniente per la fidanzata di tuo figlio. Io rispondo secca: “Prego il fidanzato di mio figlio”. Ha l’educazione di non fare osservazioni e procediamo ad esaminare i voli prenotati… Mi sento avvilita, anche se io avevo detto fidanzato, lui automaticamente aveva tradotto fidanzata, nè aveva colto i pronomi al maschile. Capisco che la relazione affettiva tra due persone dello stesso sesso è ancora così lontana dall’immaginario collettivo da far sì che chi ascolta modifichi secondo i propri schemi mentali ciò che gli viene detto. O siamo noi, fieri genitori di persone omosessuali e transessuali, a venire da un altro pianeta?