Edge of Tomorrow

di Michele R. Serra

Recensioni
Edge of Tomorrow

Cosa cerchiamo in un film di fantascienza nel 2014? Un’idea originale, magari. Oppure no.

Nel senso che questo film, Edge of Tomorrow, dimostra che non serve davvero avere un’idea originale per fare un grande film di fantascienza. A volte basta fare un bel remix. Tipo.

Qui abbiamo ingredienti: Ricomincio da capo (ve lo ricordate? Quel film con Bill Murray costretto a ripetere sempre lo stesso giorno della sua vita, il giorno della marmotta); poi abbiamo Starship Troopers; abbiamo Alien; e infine Tom Cruise. Vi sembra un mix promettente? In ogni caso, funziona.

Detto che Edge of Tomorrow è un mix di cose già viste, rimane la cosa più importante: è il primo film raccontato esattamente come un videogame. L’unico che funziona allo stesso modo di uno sparatutto: ci sono dei marine con armature cibroniche che combattono contro gli alieni. Tom Cruise è uno di loro. Quando muore, ricomincia da capo. Esattamente come la Playstation. Ma, esattamente come giocare a un bel videogame, il fatto che sia ripetitivo non significa affatto che sia noioso.

Morire per andare avanti. Fallire e riprovare, trial and error: il gioco, o meglio il film è questo. Edge of tomorrow è ipercontemporaneo, ma non c’è bisogno di essere appassionati di Call of Duty – o meglio, Halo – per goderselo. Perché il regista Doug Liman e gli sceneggiatori sono bravi nel giocare sull’idea di base, nell’aggiungere piccoli particolari rivelatori ogni volta che ci fanno vedere – o rivedere – una scena.

E poi. Tom Cruise, quante vite ha vissuto? Non solo in questo Edge of Tomorrow, ma in tutta la sua carriera. Sono più di trent’anni che fa l’attore, e credo che ultimamente non abbia sbagliato un film. Sicuramente non Edge of Tomorrow.

A 51 anni Tom è il cinema d’azione americano. wow, non pensavo avrei mai detto una cosa del genere.